Il rallentamento di Expedia nel secondo trimestre: quali segnali per le OTA?

Il mercato pare essere leggermente deluso dal quarterly report pubblicato il 28 luglio scorso da Expedia Inc, gruppo “madre” di molti brand dell’industria travel & tourism come Expedia.comHotels.com e Trivago.

In particolare, ciò che ha deluso diversi analisti è stata la percentuale di crescita delle camere vendute (depurate da eLong, Orbitz e HomeAway) che nel secondo trimestre è stata del 12% contro il 35% dello stesso periodo dell’anno precedente.

Molti si interrogano sulle cause.

Il gruppo parla di “ferita autoinflitta” a seguito della acquisizione del marchio Orbitz Worldwide Inc., sito web che si occupa di intermediare alloggi, voli, noleggio macchine e intrattenimenti nelle destinazioni turistiche. Come riportato da Reuters, Mark Okerstrom, CFO di Expedia, afferma che vi sono state delle instabilità nella piattaforma online, ora risolte.

Si vada ad aggiungere la politica promozionale espansiva attuata da Expedia nel secondo trimestre, che ha portato ad un calo del 5% circa del ricavo per camera venduta (revenue per room night); il gruppo stima che questo decremento possa continuare nei periodi successivi.

Quanto hanno inciso gli attacchi terroristici?

In Twissen.com abbiamo registrato cali di prenotazioni in diverse destinazioni europee come la Turchia e lo stesso Mark Okerstrom ammette che gli attacchi terroristici stanno mettendo a dura prova la stagione estiva francese. Ma non solo, secondo Hosteltur.com, Bruxelles ha perso nel solo mese di luglio circa il 40% del flusso turistico internazionale rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Quanto pesa la concorrenza di Priceline Group? Expedia si deve scontrare con il suo rivale che invece ha registrato una costante crescita nel valore delle sue azioni. Priceline Group controlla Booking.com, che l’HOTREC stima detenga circa il 60% del mercato delle prenotazioni online in Europa.

E’ possibile che alcuni investitori si siano dimostrati preoccupati quando lo scorso anno alcune delle maggiori catene alberghiere (cfr. Marriott e Hilton) si sono lanciate in una campagna di marketing a favore della prenotazione diretta in hotel (direct booking), escludendo, di fatto, l’intermediario.

Promettendo “il più basso prezzo online”, le catene alberghiere possono portare il consumatore a preferire il direct booking.

Quanto invece influisce la controversia per la rate parity?

Francia e Germania hanno già tolto di mezzo questa clausola e così vorrebbero fare Italia e Austria. In questo modo, gli hotel potrebbero trarre maggiori vantaggi dal direct booking a scapito delle OTA.

E’ evidente che qualcosa sta cambiando e il sentiment è che molti si stanno attrezzando per entrare in battaglia.



Autore: Martina Baldo
She graduated in Intercultural Development of Tourism Systems and she has a passion for foreign languages and cultures. Since 2016 she works as administration and tourism project manager at Twissen.

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