Wellness, un segmento turistico in salute

Sebbene lo scenario globale sia incerto, vi sono alcuni settori economici che dimostrano essere particolarmente resilienti. In particolare, secondo le stime riportate dal Global Wellness Institute (GWI) nel report “2016 Global Wellness Economy Monitor”, l’industria del benessere ha registrato una crescita del 10,6% dal 2013 al 2015, totalizzando un valore di circa 3.490 miliardi di euro, rispetto ai 3.150 del 2013. Essa rappresenta oggi il 5,1% della produzione economica mondiale. Si pensi che, nello stesso biennio, l’economia globale ha invece registrato un calo del 3,6%.

Il turismo wellness è uno dei 10 segmenti dell’industria analizzati nel report del GWI. A livello mondiale, nel 2015 sono stati effettuati quasi 700 milioni di viaggi con scopo di wellness, che rappresentano il 7% dei viaggi totali, ben 105 milioni in più rispetto al 2013. E’ stato calcolato che il fatturato è aumentato del 14%, rappresentando ad oggi il 15,6% del totale nel turismo. Secondo il GWI, le ragioni di questo successo sono attribuibili alla crescita di una classe media, all’invecchiamento della popolazione, alle frequenti malattie croniche ed il maggiore stress, ed un crescente numero di turisti-consumatori che cercano esperienze autentiche e nella natura. Una revenue così notevole è, in parte, derivante dal fatto che i turisti wellness spendono in media di più rispetto ai turisti leisure più tradizionali. Si pensi, ad esempio, che un turista wellness internazionale spende circa 1.520 euro a viaggio, ossia il 61% in più rispetto alle altre tipologie di turisti, in quanto questa fascia di viaggiatori sono generalmente rappresentati da senior con un reddito medio-alto e con la possibilità di effettuare viaggi più lunghi. Secondo il report del GWI, nel 2015, il turismo wellness ha generato un impatto diretto di quasi 530 miliardi di euro che, assieme a quello indiretto, ha contribuito all’economia globale per più di 1.000 miliardi di euro.

Il report sottolinea che l’Europa rimane la meta preferita per i viaggi wellness, con circa 250 milioni di viaggi e con una spesa turistica nazionale e internazionale di 182 miliardi di euro, seguita dagli Stati Uniti (circa 187 milioni di viaggi), che vengono però considerati più costosi, e che infatti registrano un fatturato maggiore, pari a circa 202 miliardi di euro. Seguono, per numero di viaggi, le regioni asiatiche che affacciano sul Pacifico (194 milioni di viaggi) e l’America Latina (quasi 47 milioni). In Europa, le destinazioni preferite sono Germania, Francia, Austria e Italia.

Il turismo wellness italiano ha una connotazione fortemente nazionale. Secondo Sport Industry, il 73% dei viaggiatori italiani per scopi di benessere sceglie una meta nazionale, prediligendo l’offerta termale. Il turismo wellness italiano ha superato nel 2016 un valore di 2 miliardi di euro, e le regioni che hanno registrato maggiore flusso turistico sono Trentino Alto Adige, Toscana ed Umbria.

In cima alla lista dei mercati che hanno registrato una crescita maggiore troviamo la Cina, con più di 18 milioni di viaggi wellness nel 2015 e una crescita media annua del 26,6% dal 2013. Come riportato dal eTN – Global Travel Industry News, anche la Giamaica sta programmando uno sviluppo del turismo wellness. Il Ministero per il Turismo ha inserito infatti questo segmento tra  quelli strategici da sviluppare, allo scopo di raggiungere all’obiettivo di 5 milioni di turisti annui. Lo stesso vale per la Corea del Sud: il Ministero per la Cultura, Sport e Turismo ha organizzato lo scorso settembre l’ “International Forum on Wellness Tourism 2016” a Seul, allo scopo di mettere a punto una coerente strategia di sviluppo assieme a hotel, aziende sanitarie e operatori dell’industria.

Noi di Twissen abbiamo osservato che il turismo wellness è un segmento che offre molte opportunità sia per quantità che per valore. La componente luxury emerge tra i prodotti offerti dal mercato, aumentando sensibilmente la spesa media del turista.



Autore: Martina Baldo
She graduated in Intercultural Development of Tourism Systems and she has a passion for foreign languages and cultures. Since 2016 she works as administration and tourism project manager at Twissen.

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