Un report svela cosa cercano le donne muslim nei loro viaggi

Il target dei viaggiatori muslim, ossia di fede musulmana, richiede delle caratteristiche e delle preferenze che gli operatori del turismo devono considerare nella propria offerta. Ciò che è errata, invece, è l’idea che i viaggiatori muslim siano solo uomini, o che le donne non effettuino viaggi se non accompagnate da individui di sesso maschile.

Lo evidenzia chiaramente il report Mastercard – CrescentRating “Muslim Women in Travel 2019” che riferisce che il numero di donne muslim che hanno viaggiato nel 2018 è stato di 63 milioni, su un totale di 140 milioni di viaggiatori muslim totali. Si prevede che questo numero possa raddoppiare entro il 2026. La spesa totale annuale per i viaggi di questo target di turisti donne è stata di circa 55 miliardi di euro.

È un target in aumento: alla sua base ci sono un crescente numero di giovani musulmane con una maggiore disponibilità economica, assieme al rafforzamento della classe media nei paesi Organisation of Islamic Cooperation (57 Paesi totali, tra i quali Emirati Arabi, Egitto, Iran, Marocco), nonché un maggiore reddito disponibile a livello di nucleo familiare.

Secondo il report, questo target presenta alcune caratteristiche ben distinte. Si tratta di un target giovane, composto per lo più da donne tra i 20 e i 40 anni, che effettuano viaggi frequenti (più di 3 all’anno) e all’insegna della scoperta culturale, in linea con le aspettative di viaggio del target dei millennials.

Nel segmento leisure, queste donne viaggiano spesso in famiglia ma anche in piccoli gruppi, tra amiche. A questo si aggiunge invece una crescita del segmento business, che si traduce in un numero consistente di viaggiatrici individuali.
Il segmento più sostanzioso è comunque quello leisure, alla cui base vi è una attenta scelta della destinazione. Essa, infatti, deve rispondere alla richiesta di una sensazione di sicurezza personale e di accoglienza.

TTG Asia riporta che tale scelta è fortemente condizionata dall’attrattività culturale: il target ricerca infatti una cultura pop, Paesi ricchi di storia e attrazioni culturali che permettano la condivisione di contenuti visivamente d’impatto sui social network, caratteristica che si ritrova più in generale nei millennials e Gen-Z.

La strategia mobile-first sembra essere vincente, in quanto lo smartphone viene ritenuto strumento chiave per l’esperienza di viaggio. Questo dovrebbe essere tenuto conto anche per la prenotazione di servizi ausiliari, quali ad esempio il noleggio di una macchina, così come per nell’ideazione di app dedicate (ad esempio, che indichino i migliori ristoranti Halal di una zona). I Paesi che più rispondo a queste caratteristiche risultano essere Corea del Sud, Nuova Zelanda e Giappone.

Il report sottolinea come l’offerta turistica dovrebbe tenere conto le esigenze dettate dal credo religioso, in quanto le donne muslim apprezzano praticare la propria fede durante i viaggi. Oltre a servizi di ristorazione Halal e luoghi riservati alla preghiera (considerati punti strategici dell’offerta), alcune destinazioni hanno intrapreso nuove iniziative. Gli operatori turistici di Singapore, Maldive e Malesia, ad esempio, hanno previsto dei servizi dedicati solo a turisti donne, come SPA o palestre tutte al femminile. Ma non solo: tenendo conto della volontà di questo target di voler “fare la differenza”, caratteristica importante della propria fede, hanno improntato le strutture e i servizi alla sostenibilità sociale ed ambientale e all’autenticità dell’esperienza di viaggio.

Noi di Twissen abbiamo osservato come, ancora una volta, è la personalizzazione la parola chiave per attrarre questo target di turisti. L’attenzione ai dettagli, l’offerta di esperienze di viaggio autentiche e local, ma allo stesso tempo un occhio alla tecnologia potrebbero essere la strategia giusta per gli operatori turistici che vogliono coinvolgere questo interessante target in crescita.



Autore: Martina Baldo
She graduated in Intercultural Development of Tourism Systems and she has a passion for foreign languages and cultures. Since 2016 she works as administration and tourism project manager at Twissen.

Lascia un commento