Intervista a BAGBNB, per vivere la vacanza senza il pensiero della valigia

In tempo di sharing economy sono nati e si sono sviluppati nuovi modelli di business (link consolidamento) e prodotti che si propongono di soddisfare i sempre più esigenti turisti-consumatori. In questo scenario si colloca BAGBNB, azienda che rappresenta il primo network italiano di deposito bagagli ed assieme alla quale partecipiamo all’Associazione Startup Turismo Italia.

Twissen ha intervistato Alessandro Seina, C.E.O. della startup.

Twissen: Da dove nasce l’idea di BAGBNB?

Seina: A tutti noi è capitato più di una volta di trovarci in vacanza o per lavoro in una città e di avere ancora qualche ora prima di ripartire, ma si finisce sempre ad attendere in aeroporto o in stazione perché non ci va di girare la città con i bagagli al seguito.
BAGBNB è nata da questa esigenza, dal desiderio di vivere a pieno gli ultimi momenti, visitare ancora quel quartiere che ci è piaciuto o semplicemente fare una passeggiata senza l’ansia del bagaglio al seguito, magari al termine di una riunione di lavoro.
Così poco meno di 8 mesi fa, Giulio, Giacomo ed io ci siamo ritrovati intorno ad un tavolo a parlare di questa esigenza, di come trasformarla in un progetto reale e far sì che diventasse un vantaggio non solo per i turisti ma anche per chi oggi, aderendo alla piattaforma, riceve i bagagli.

Tw: Ci presenti il vostro team?

S: La nostra fortuna è avere quello che gli addetti ai lavori chiamano killer team. Io sono un graphic designer, Giulio De Donato è uno sviluppatore molto affermato nel panorama italiano e non solo, Giacomo Piva invece è responsabile marketing di un grande gruppo di servizi per turisti. Insieme, quindi, abbiamo al nostro interno le competenze che ci hanno permesso in poco tempo di costruire la piattaforma (durante le vacanze estive) e di lanciare la versione beta del sito www.bagbnb.com già ad ottobre 2016 in italiano e inglese, anche se siamo ben consapevoli che presto sarà necessario integrare il sito con altre lingue per soddisfare ulteriori flussi turistici.

Tw: Qual è il modello di business che avete previsto? 

S: Siamo partiti da Roma, città che conosciamo bene, con un vero e proprio porta a porta, per raccontare il progetto ai locali. Chi aderisce a BAGBNB ha un doppio ritorno: uno diretto di 2€ per ogni bagaglio, ed uno indiretto, poiché i turisti entrano in un locale che offre loro la possibilità, per esempio, di fare colazione o un brunch. Come ci confermano i numeri oggi, i clienti sono portati a consumare, aumentando in questo modo il vantaggio per l’Angel (così abbiamo chiamato i punti di deposito).
Tutto il processo è gestito online: gli utenti scelgono il deposito più vicino, prenotano e pagano 5€ a bagaglio al giorno, senza nessuna restrizione. Una volta terminato il servizio, ricevono una mail per lasciare la recensione.

Tw: Quanto è importante la web reputation per BAGBNB?

S: La reputazione per un servizio online è tutto. Siamo motivati dall’aver ricevuto recensioni molto entusiastiche, confermandoci che il nostro servizio risponde ad un’esigenza che non era ancora stata soddisfatta.

Tw: Avete in programma lo sviluppo di un’app mobile?

S: Per ora non abbiamo intenzione di creare l’app; abbiamo visto che la ricerca di un deposito bagagli è ancora qualcosa che passa per i motori di ricerca. Spesso si ha poco tempo e magari anche una connessione non ottimale, e scaricarsi una app non sempre può essere la soluzione per tutti i servizi.

Tw: Secondo quali criteri selezionate i vostri “Angel”? Quanto è importante la loro posizione nella città/zona da servire?

S: Gli Angel sono attività locali che hanno un orario di apertura prolungato. Siamo partiti dalle aree centrali delle città, dai locali siti vicino a punti strategici, come ad esempio le stazioni ferroviarie, per poi espanderci in altre zone. Non solo però attività commerciali, ma anche strutture ricettive: stiamo raccogliendo sempre più richieste di hotel che vogliono offrire questo servizio anche a chi non è stato loro ospite, che in tutto e per tutto rappresenta un potenziale cliente.

Tw: Qual è l’utente target di BAGBNB

S: Abbiamo notato che i fruitori del servizio sono giovani dai 30 ai 40 anni, in coppia o in piccoli gruppi. Abbiamo anche molti clienti di origine asiatica, e molti visitatori di passaggio. Ultimamente abbiamo gestito il deposito dei bagagli di corriere in visita giornaliera o in gita scolastica: ci stiamo quindi aprendo a questo interessante mercato, mettendo a punto una strategia per gestire al meglio gruppi numerosi.
Inoltre, con la crescita delle piattaforme come Airbnb, la nostra rete può essere un supporto valido anche per tutti quegli host che sempre più spesso ricevono ospiti per un early check in o hanno richieste di un late check out e non sanno dove tenere i bagagli. Consigliando BAGBNB ai loro ospiti possono così gestire in tranquillità queste richieste ed avere anche un ritorno economico, oltre che di valore aggiunto alle recensioni. Attiveremo presto per tutti gli host che aderiranno un codice personale che potranno consegnare ai propri ospiti e che genererà una revenue diretta sulla prenotazione.

Tw: In quali città operate? Avete in programma di espandere la vostra attività a livello internazionale?

S: BAGBNB oggi è presente già in alcune città italiane tra cui Roma, Firenze, Venezia, Pisa, Genova, Bologna e a breve arriveremo a Milano.
Questo è il primo passo; l’obiettivo è di riuscire a coprire entro la fine dell’anno alcune delle principali capitali europee, ma sarebbe per noi ad oggi proibitivo farlo senza l’appoggio di un finanziamento esterno.

Tw: Collaborate con le agenzie di viaggio? Se no, avete in previsione di farlo?

S: Consideriamo fondamentali le partnership ed i canali di affiliazione.
Ci piacerebbe riuscire a breve a contattare anche tutte le agenzie di viaggi sia in Italia che all’estero per proporre loro di offrire il servizio a gruppi e ai loro clienti, così come le compagnie di hotel che sappiamo possono gestire con grande facilità questo servizio.

Tw: Avete usufruito di fondi o round di investimenti in fase di startup?

S: Non ancora. Adesso che i numeri sono dalla nostra parte, stiamo cominciando ad avere alcuni contatti da possibili investitori. Questa è una condizione fondamentale per riuscire a crescere ed affacciarci fuori dall’Italia.
Sono tante le cose da fare, veramente tante!
Fare startup è molto impegnativo, una grande sfida, perché spesso ti trovi a proporre idee e soluzioni che ancora non esistono e quindi richiedono più fatica per affermarsi nel mercato. Ogni giorno facciamo un meeting a fine giornata, e ci rendiamo conto che il tempo non ci basta mai … ma la velocità per una startup è tutto!

 

 

 



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