Il turismo sanitario conquista il mercato

E’ prevista una crescita fino a 143,8 miliardi di dollari entro il 2022 nei viaggi “attraverso i confini internazionali con lo scopo di procurarsi un trattamento medico, che potrebbe o non potrebbe essere disponibile nel paese d’origine del viaggiatore”, anche chiamato turismo sanitario, come definito dal report dell’Allied Market Research pubblicato nel primo trimestre del 2016.

Dal report risulta che le principale motivazioni di viaggio sono scarsa qualità dei servizi, i costi alti o le lunghe liste d’attesa. Il segmento più rilevante continuerà ad essere quello dei trattamenti per il cancro.

Secondo l’OCPS-SDA della Bocconi, in Europa il mercato vale circa 12 miliardi di euro, ma la cifra potrebbe crescere in quanto i cittadini europei, grazie ad una normativa comunitaria, possono ricevere cure mediche in tutti gli Stati Membri. Le principali destinazioni europee sono Francia, Germania, Turchia e il Regno Unito. L’International Medical Travel Journey ha riportato lo sforzo di Cipro del Nord per promuoversi come una meta del turismo sanitario. Ciò che potrebbe portare più turisti sarebbero dei miglioramenti nei servizi, nella capacità in termini di posti letto, nella sicurezza nazionale e nella pubblicità, specialmente dopo il fallimento nel cercare di attrarre turisti turchi.

In Italia ci sono interessanti prospettive di crescita sebbene il mercato attuale conti per circa 2 miliardi di Euro, pari al 17% del mercato europeo. Il quotidiano La Stampa riporta ad oggi un saldo movimenti in negativo dato dai 5mila arrivi stranieri contro i 200mila italiani che si fanno curare all’estero. Le strutture italiane vengono scelte principalmente da pazienti provenienti dai Paesi Arabi, Svizzera, Russia e Albania, per interventi che variano dai 20 ai 70mila euro.

Negli altri continenti i leader di mercato sono Thailandia, India, Corea del Sud, Barbados, Messico, Brasile, Giappone, Malesia, Costa Rica, Singapore, Hong Kong, Israele, Iran e Sud Africa.

Il report dell’Allied Market Research sottolinea che ogni paese ha la sua specializzazione in un determinato trattamento. Ad esempio, Singapore è scelta per i trattamenti alle cellule staminali e per la cura del cancro. Come riportato dal Forbes, Dubai sta facendo un importante sforzo per diventare uno dei leader di questo settore, investendo nella sanità privata, incrementando la specializzazione e migliorando i servizi. Nel 2015, il numero di turisti internazionali per scopi medici è cresciuto fino a 300mila unità, comparate alle circa 107mila del 2012;  i trattamenti più offerti a Dubai sono quelli ortopedici e oftalmologici.

Il turismo sanitario genera le maggiori entrate in paesi in via di sviluppo come India, Sud Africa, Thailandia e Messico. Queste nazioni offrono trattamenti medici a prezzo minore se comparati ai paesi sviluppati. Ciononostante, l’eccesso di questo segmento di turisti potrebbe rappresentare una seria minaccia per i paesi con limitata capacità sanitaria, a scapito dei residenti. La maggior parte dei turisti sanitari che viaggiano verso i paesi in via di sviluppo vengono da Stati Uniti ed Europa.

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Fonte: Allied Market Research, 2016

Sebbene mete come Stati Uniti, Giappone e Regno Unito offrano servizi di alta qualità, il loro livello di costo risulta spesso proibitivo. Conseguentemente, i turisti internazionali tendono a recarvisi solo per trattamenti che non sono disponibili nel proprio paese d’origine.

Il turismo sanitario, come ogni settore di questa industria, non è immune dall’attuale situazione congiunturale. Come riportato dall’IMTJ, i recenti attacchi terroristici in Thailandia e in Turchia rappresentano una minaccia.

Noi di Twissen abbiamo osservato come il turismo sanitario stia influendo sul sistema sanitario di alcuni paesi. Influenza difatti lo sviluppo della specializzazione in alcuni trattamenti e attrae importanti investimenti. Inoltre, permette un ricco scambio di informazioni, pratiche e tecniche in campo medico.



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