Il segmento del business tourism si sviluppa ora nei mercati emergenti

La GBTA – Global Business Travel Association ha recentemente pubblicato il Business Traveler Sentiment Index, condotto su 3220 dipendenti di aziende che effettuano regolarmente trasferte di lavoro. Il report si riferisce al periodo che va da giugno a settembre dello scorso anno, e fa emergere dei trend interessanti che caratterizzano questo segmento. Il primo dato è che nell’arco di 3 mesi ogni intervistato effettua in media 4 trasferte di lavoro, trascorrendo circa 9 notti in strutture ricettive. Il 64% ritiene che i viaggi d’affari siano fondamentali per mantenere positivo lo stato di salute delle proprie aziende. 

La tecnologia si dimostra essere una delle componenti fondamentali che influenza la qualità della trasferta. Infatti, come già anche osservato, il Wi -Fi è la priorità per il 77% dei viaggiatori business. L’83% è soddisfatto principalmente dal Wi-Fi offerto dalle strutture ricettive, mentre risultati meno soddisfacenti si registrano nel servizio sugli aerei (49%) e sui treni (48%). Inoltre, viene riportato che il 67% accede da dispositivi mobili per controllare il proprio itinerario di viaggio, ed il 55% ritiene che le applicazioni mobile offerte da OTA, organizzatori di eventi e destinazioni turistiche aumentino notevolmente la propria esperienza di viaggio.

Per quanto riguarda i pagamenti, il 49% dei business travellers utilizza i dispositivi mobile quotidianamente per il controllo delle spese effettuate. Ciononostante, il metodo di pagamento preferito continua ad essere la carta di credito aziendale (44%), seguiti dagli APM – i metodi di pagamento alternativi (14%), quali Paypale che stanno sviluppandosi continuamente. 

Il processo e le modalità di prenotazione del viaggio cambiano invece da generazione a generazione. I Millennials (età 18 34), ad esempio, consultano vari fornitori di servizi turistici prima di scegliere, mentre i Generation X (età 34 – 54) prenotano in anticipo ma sono aperti ai cambiamenti dell’ultimo momento: infatti, ben il 97% è propenso a scegliere tariffe flessibili. I Baby Boomers (età 55+), invece, reputano indispensabile già dalla prenotazione la presenza di un buon collegamento Wi-Fi per rimanere in contatto con i propri familiari.
I Millennials si affidano principalmente alle OTA (75%), anche se solo il 72% si dichiara in seguito totalmente soddisfatto dellesperienza. I Gen X prenotano invece tramite le travel management companies, ossia le agenzie di viaggio specializzate nell’organizzazione di viaggi d’affari (89%); il grado di soddisfazione risulta essere del 60% circa. 

Durante la trasferta, come abbiamo già riportato, i business travellers sono inclini ad affidarsi a servizi di ride sharing, anche se il 49% delle aziende non permette ancora il loro completo utilizzo ai propri dipendenti. Il report di GBTA sottolinea che la percentuale è cresciuta comunque rispetto a giugno dello scorso anno, quando era del 44%, anche se il numero di business travellers che ne fanno uso è cresciuto del 21% nel 2016. Difatti, secondo le stime di Certify, nel 2016 il totale delle ricevute emesse dalle compagnie di ride sharing ha per la prima volta superato quelle emesse dai tradizionali operatori del settore di trasporto su gomma, come i taxi e le compagnie di noleggio di autovetture.
Per quanto riguarda l’alloggio, la percentuale di aziende che non permette l‘utilizzo di servizi di home sharing ai propri dipendenti sale al 70%, impedendo l’utilizzo dei servizi di compagnie come Airbnb ed HomeAway. Secondo GBTA, il loro utilizzo tra i business travellers è comunque cresciuto del 20% nel 2016.

Secondo Concur Technologies, compagnia americana che fornisce un software per la gestione di trasferte e spese di viaggio, le destinazioni top per i viaggi d‘affari nel 2017 sono Tokyo, Singapore, Londra, San Francisco, Taipei, Barcellona, Sydney, Vancouver, Dubai e Città del Capo. Alcune di queste destinazioni, come Dubai e Singapore, secondo il World Economic Forum sono addirittura tra le 10 destinazioni più sicure al mondo. Infatti, il 67% dei business travellers ha dichiarato che la propria azienda permette loro di recarsi solo in Paesi che sono considerati sicuri.

Secondo un report del World Travel & Tourism Council e Travelport, il settore dei viaggi business crescerà in maniera importante nei Paesi emergenti Viene prevista una crescita annuale fino al 2027 del 6,2% nel numero di viaggi in Asia e Pacifico. In particolare, la Cina registrerà una crescita annuale del 9,5% , il Myanmar dell’8,7% e il Ruanda dell’8,5%. Nel periodo 2011 – 2016, invece, risultati importanti si sono registrati nella Repubblica Democratica del Congo (+32%), Qatar (+25%), Azerbaijan (+21%) e Mozambico (+19%).

Fonte: WTTC & Travelport 

Secondo il report, i Paesi che hanno conosciuto una crescita maggiore sono quelli che hanno introdotto delle facilitazioni sui visti di viaggio. Al contrario, la GBTA evidenzia come gli Stati Uniti nel corso del 2017 potrebbero potenzialmente perdere 250 milioni di dollari dai mercati d’origine di Europa e Medio Oriente, proprio a seguito delle restrizioni sui visti dopo i provvedimenti attuati dalla neopresidenza. 

Noi di Twissen abbiamo osservato che quello dei viaggi d’affari è un segmento in salute e profittevole. Come abbiamo riportato, le relazioni politiche tra i diversi Paesi ed i conseguenti accordi sui visti di viaggio (assieme alle questioni relative alla sicurezza) possono realmente fare la differenza sul successo di una destinazione che vuole proporsi come meta ideale per questo segmento. Il settore della sharing economy ha buone potenzialità di sviluppo in questo segmento, anche se il passaggio culturale è in evoluzione e, probabilmente, serviranno delle normative più precise tali da permettere alle aziende di affidarsi con ulteriore convenienza a quei servizi. 



Autore: Martina Baldo
She graduated in Intercultural Development of Tourism Systems and she has a passion for foreign languages and cultures. Since 2016 she works as administration and tourism project manager at Twissen.

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