Flessibilità come chiave per superare la crisi dell’hotellerie in tempi di Covid-19

Lasciandoci il 2020 alle spalle, ci troviamo di fronte a prospettive più positive, e l’industria dell’ospitalità si sta interrogando sufuturi trend che aiuteranno la ripresa del settore. L’anno scorso è stato probabilmente l’anno più difficile e inaspettato da affrontare e, come abbiamo già riportato, l’hotellerie ha già iniziato ad adattarsi per rispondere a un nuovo tipo di domanda turistica locale. 

Analizzando la situazione attuale dell’industria alberghiera Hospitality.net evidenzia che gli standard di igiene continueranno ad essere il requisito più richiesto. Le grandi catene alberghiere diventeranno verosimilmente gli alloggi prediletti per i soggiorni in città, poiché i turisti le assoceranno a rigorosi protocolli igienico-sanitari.
Nonostante ciò tutte le strutture ricettive, dagli host di Airbnb agli hotel locali, hanno migliorato i loro standard igienici nel 2020 e li hanno resi pubblici attraverso i propri canali, poiché è prevedibile che d’ora in poi i turisti vi prestino sempre più attenzione.

Comunicare è importante per far sentire sicuri sia i clienti che i proprio dipendenti: siti web, app e social media sono i canali giusti per informare riguardo miglioramenti e misure adottate, ma anche per trasmettere ai clienti un senso di vicinanza da parte dell’hotel e dalle persone che vi lavorano. Inoltre, 4hoteliers.com riporta che il 75% degli utenti apprezza quando l’identità online di un marchio appare inclusiva, più informale, adotta ha una strategia incentrata sul cliente e prende posizione su argomenti sociali di attualità.

Nel 2021 è prevista una crescita di ogni comparto dell’industria dell’ospitalità, dagli hotel più convenienti siti nei grandi centri città e richiesti da un target giovane, fino ai resort fuori città per il settore bleisure, dal momento in cui i target più adulti richiederanno soggiorni al di fuori dei grandi centri urbani, anche se in viaggio per affari. A quanto pare, la pandemia ha fatto apprezzare di più i soggiorni fuori le grandi città, la natura, i prodotti locali (per esempio, pasti locali serviti in collaborazione con i ristoranti del posto faranno felici i clienti e sosterranno anche l’economia locale, rendendo un hotel più socialmente sostenibile) e, soprattutto, il benessere. 

La domanda business continuerà invece a diminuire, dato che alcuni strumenti digitali, come ad esempio Zoom, hanno acquisito sempre più popolarità durante la pandemia. I business hotel hanno quindi la necessità di reinventare i loro spazi, proponendo programmi di fidelizzazione ai mercati locali, e offrendo spazi di lavoro all’interno dell’hotel, per gli smart workers locali che cercano spazi dove poter lavorare, che siano accessibili ma funzionali. Gli spazi liberi degli hotel potrebbero anche essere trasformati in spazi di co-working: flessibilità è la parola chiave.

La tecnologia sarà sempre più importante per colmare la distanza fisica, e gli hotel dovrebbero essere in grado di utilizzare le applicazioni per gestire in modo efficiente ogni comparto dell’hotel. Ma il 2020 ha dimostrato ancora una volta l’importanza della green economy, quindi le tecnologie dovrebbero essere implementate in modo sostenibilesfruttare l’energia solare, risparmiare energia, riutilizzare le acque grigie dell’hotel, risparmiare calore, migliorare la circolazione dell’aria, usare un’illuminazione più efficiente e utilizzare materiali ecologici. 

Noi di Twissen abbiamo osservato che il 2020 è stato un anno impegnativo, ma un interessante punto di svolta da cui trarre molte idee: i nuovi modelli di business e i trend che sono sorti durante l’anno passato andrebbero ora implementati e consolidati.



Autore: Martina Baldo
She graduated in Intercultural Development of Tourism Systems and she has a passion for foreign languages and cultures. Since 2016 she works as administration and tourism project manager at Twissen.

Lascia un commento