Il Travel Ban aggiunge incertezza al turismo USA – Twissen Season Report Inverno 2017

I recenti provvedimenti attuati dal neopresidente Donald Trump hanno generato non poche controversie. In particolare, il cosiddetto Ordine Esecutivo 13769, meglio noto come Travel Ban, ha causato non pochi disagi ai viaggiatori provenienti dai 6 Paesi inclusi nella lista: Siria, Somalia, Iran, Libia, Sudan e Yemen. Il Travel Ban, però, ha anche suscitato preoccupazione tra i player dell’industria del Travel & Tourism: preoccupazioni che si stanno trasformando in conferme. Le cifre parlano chiaro: prendendo ad esempio il segmento del business travel, da gennaio le prenotazioni in questo settore hanno subito una perdita di circa 172 milioni di euro solo nella settimana seguente l’emanazione del Travel Ban, come riporta l’Associazione Globale del Business Travel. Le analisi di FowardKeys riportano invece un calo del 6,5% nelle prenotazioni di biglietti aerei verso gli Stati Uniti a livello globale, con un prevedibile -80% dai 6 Paesi sopracitati.

Per alcuni degli Stati della federazione, il Travel Ban non è stato facile da digerire. In California, San Francisco ha registrato un calo del 45% nelle ricerche di voli verso la città. La reazione del Governo delle Hawaii è stata decisa: nel 2016, lo Stato ha accolto 8,9 milioni di visitatori che hanno generato una spesa di circa 15 miliardi di euro e, secondo le stime del Governo hawaiiano, il Travel Ban metterà a repentaglio le cifre profittevoli registrate finora e la reputazione stessa del Paese considerato welcoming.

Secondo le stime di Tourism Economics, gli Stati Uniti potrebbero soffrire di una perdita di 4,3 milioni di turisti internazionali quest’anno e di una spesa turistica di quasi 7 miliardi di euro. Al contrario, come riportato da Hopper, le ricerche di voli per gli Stati Uniti in Russia sono cresciute dell’88%, dimostrando come le dinamiche politiche internazionali influenzino in maniera importante l’industria del Travel & Tourism.

Il Travel Ban aggiunge ulteriore incertezza per il turismo USA che già negli ultimi anni ha dovuto affrontare casi di terrorismo e disordini interni, come la strage di Orlando che ha, inoltre, compromesso la fiducia del segmento LGBT.

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