Quasi un miliardo di arrivi internazionali: la spinta viene da Oriente

Secondo l’ultimo UNWTO World Tourism Barometer, tra gennaio e settembre del 2016 le destinazioni turistiche hanno accolto globalmente 956 milioni di turisti internazionali, ossia 34 milioni in più rispetto all’anno precedente, con una crescita quasi del 4%. Nonostante ciò, i tragici avvenimenti accaduti nel corso dell’ultimo anno hanno influenzato i flussi turistici. Prima del Ministerial Meeting on Safe, Secure and Seamless Travel che si è tenuto al World Travel Market di Londra il 9 Novembre scorso, Mr. Taleb Rifai, Segretario Generale dello UNWTO, ha affermato che in questo caso, per migliorare l’immagine dei paesi, i governi e gli stakeholders devono lavorare assieme per minimizzare i rischi e ricostruire la fiducia dei viaggiatori.

Considerando i risultati regionali evidenziati dall’UNWTO Barometer, l’area Asia e Pacifico ha registrato una crescita degli arrivi turistici internazionali del 9% in settembre, con molte destinazioni a doppia cifra, come Repubblica di Corea (36%), Vietnam (26%), Giappone (24%) e Sri Lanka (15%).

Nonostante l’incerto panorama internazionale, l’Europa ha registrato una crescita del 2%. Con uno sguardo alle regioni europee, L’Europa del nord (6%) e l’Europa centrale e orientale (5%) hanno ottenuto risultato positivi, mentre l’Europa Mediterranea e del sud hanno registrato una situazione statica (+0%) e l’Europa occidentale ha subito una perdita in arrivi internazionali (-1%). Analizzando i singoli stati, è possibile osservare ancora una volta l’impatto del fattore sicurezza: la crescita registrata in Spagna, Ungheria, Portogallo e Irlanda è stata offuscata dal decremento di arrivi in Turchia, Belgio e Francia.

Oltreoceano, gli arrivi internazionali verso le Americhe sono cresciuti del 4%. La crescita ha interessato ogni regione interna: l’America del Sud ha apprezzato un incremento del 7%, l’America centrale del 6%, i Caraibi e l’America settentrionale del 4%.

In Africa, gli arrivi internazionali sono aumentati dell’8%, mentre il Medio Oriente ha registrato una perdita del 6%, anche se in ripresa dalla seconda metà dell’anno.

La Cina è il maggiore mercato di origine di flussi turistici e continua a guidare la scena internazionale con un’importante crescita nella spesa turistica (19%), seguita dagli Stati Uniti (9%). In Europa sono stati registrati risultati positivi in Germania (5%), Regno Unito (10%), Francia e Italia (3%), Spagna (19%), Ucraina (15%), Irlanda (12%) e Norvegia (11%). La Federazione Russa ha registrato un notevole declino (-37%). Altri mercati d’origine da considerare con attenzione sono l’Egitto (38%), l’Argentina (27%), l’India (16%) e la Thailandia (15%).

Secondo lo UNWTO Confidence Index, la prospettiva per la fine del 2016 rimane positiva, e i membri dello UNWTO Panel of Tourism Experts confidano nel quadrimestre settembre-dicembre, specialmente per quanto riguarda Africa, Americhe e Asia. Al contrario, rimangono cauti riguardo alla situazione di Europa e Medio Oriente.

Noi di Twissen abbiamo osservato una spinta da Oriente (eastward shift) della domanda turistica e, oltre alla Cina, la crescita di India ed Indonesia è da considerare con attenzione. In più, secondo l’International Air Travel Association (IATA), la Cina supererà gli Stati Uniti, imponendosi attorno al 2029 come il mercato nell’aviazione più grande al mondo (in termini di traffico verso, da e all’interno del Paese). L’India si piazzerà al terzo posto sorpassando il Regno Unito entro il 2026, mentre l’Indonesia entrerà nei primi dieci, che vedranno a quel punto l’uscita dell’Italia.



Autore: Francesco Redi
President and founder at Twissen. Manager in Local Development, Tourism Policies,  EU Funds. He cooperates with several European universities, public bodies, development agencies, DMOs and enterprises.

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