L’Ungheria si conferma destinazione per il wellness tourism

Come evidenziato nel “Travel & Tourism Competitiveness Report 2017” del World Economic Forum, l’Ungheria si trova al 49° posto su 136 Paesi analizzati per competitività turistica e, come destinazione, conta su delle politiche governative che generano un’apprezzabile spesa per l’industria del Travel & Tourism nazionale (32° posto), una forte predisposizione all’internazionalizzazione (25°), una particolare attenzione verso le politiche di sostenibilità ambientale (10°), una sviluppata infrastruttura ferroviaria e, in particolar modo, un’elevata competitività dei prezzi delle strutture alberghiere (13°). Al contrario, punti deboli della destinazione sono la mancanza di campagne di marketing e branding che siano efficienti nell’attrarre turisti internazionali (91°), elevate tasse aeroportuali e sui biglietti aerei (103°) e la scarsità di aeroporti rapportati alla vastità del territorio nazionale e a numero di abitanti.

Secondo l’Hungarian Central Statistical Office, i turisti internazionali che hanno visitato l’Ungheria sono stati circa 15.6 milioni nel 2015, e nel 2016 sono cresciuti del 18%, assieme al numero di pernottamenti che è cresciuto del 21%. Nell’ultimo anno, i mercati d’origine più importanti sono stati il Regno Unito (in crescita del 20%) e l’Italia (+17%).

Infatti, secondo il “Travel & Tourism Economic Impact 2017” pubblicato dal World Travel and Tourism Council, nel 2016 il 62,7% del contributo diretto al Travel & Tourism è stato rappresentato dalla spesa effettuata da turisti internazionali.

Complessivamente, nello stesso anno il contributo diretto del turismo al PIL ungherese è stato di circa 4.5mld di euro (HUF 1,440.2mld), ossia il 4,1%, ed è previsto possa aumentare fino a rappresentarne il 5,3% nel 2027. Il contributo totale, compreso quello indiretto ed indotto, è stato di circa 11,7mld di euro (HUF 3,667.4mld), ossia il 10,5% del PIL totale.

Nel 2014 il Governo ungherese ha approvato il Piano Nazionale di Marketing Turistico, che ha lo scopo di promuovere nuovi segmenti di mercato attraverso strategie di branding e campagne promozionali internazionali. E’ in elaborazione anche un Piano di Sviluppo Turistico Nazionale, che prevede l’intervento di alcuni stakeholders locali che investiranno nello sviluppo di prodotti turistici attraenti, nell’ospitalità e nelle attività delle DMO.

Il Governo sta promuovendo diverse iniziative per destagionalizzare i flussi turistici. Quella che sta riscuotendo più successo è la cosiddetta campagna “Budapest Winter Invitation”, che inizialmente aveva un budget di 1 milione di euro e che ha lo scopo di aumentare i flussi turistici nella capitale nei mesi invernali, attraverso una serie di promozioni e di vantaggiose tourist card.

L’Ungheria, assieme a Slovacchia, Repubblica Ceca e Polonia, ha preso parte al progetto “Discover Central Europe“, che mira a portare all’attenzione dei flussi turistici internazionali questa regione europea. Inoltre, dal 2014, a Budapest ha aperto il China – CEE Countries’ Tourism Co-ordination Centre, che ha lo scopo di accrescere la visibilità dei Paesi dell’Europa centrale, promuovendoli al mercato cinese come una destinazione unica.

Il turismo in Ungheria presenta una forte connotazione leisure. Ciononostante, come riporta l’Agenzia per il Turismo Ungherese, il segmento business è cresciuto nel corso del 2016, con il numero di eventi riferibili al segmento MICE cresciuto del 27%. Un altro importante segmento è quello del wellness, grazie alle numerose sorgenti termali presenti nel Paese. Recentemente, il Ministero dell’Economia ha annunciato un piano di rinnovamento delle strutture termali per consolidare il successo della destinazione in questo segmento.

Numerosi eventi sono in programma per il 2017, dai festival musicali a quelli enogastronomici, con lo scopo di aumentare ulteriormente il numero di turisti nel Paese, sia nazionali che internazionali. Particolare attenzione viene prestata al 17th FINA World Championship, che si terrà in Ungheria nel mese di luglio.

Secondo lo UK Foreign Travel Advice, in Ungheria vi è un basso rischio derivante dal terrorismo internazionale, ma è presente un rilevante tasso di microcriminalità cittadina.

Noi di Twissen abbiamo osservato che il turismo in Ungheria è un settore principalmente legato alla sua storica componente wellness e, di conseguenza, al segmento leisure. Nonostante ciò, il Governo sta attuando delle politiche di destagionalizzazione e di differenziazione dell’offerta turistica allo scopo di attrarre diversi target provenienti da nuovi mercati di origine.



Autore: Francesco Redi
President and founder at Twissen. Manager in Local Development, Tourism Policies,  EU Funds. He cooperates with several European universities, public bodies, development agencies, DMOs and enterprises.

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