I flussi turistici verso l’Europa rimangono positivi nonostante l’incertezza globale

Recentemente, la European Travel Commission ha pubblicato il quarterly report relativo allo stato di salute dell’industria del Travel & Tourism europea per i primi mesi del 2017. Come abbiamo già riportato, l’Europa nel 2016 si è dimostrata una destinazione resiliente, nonostante le minacce derivanti dal terrorismo internazionale che hanno minato le destinazioni turistiche, e nonostante il referendum per la Brexit che ha segnato l’anno passato.
In questo report viene evidenziato che, su 21 Paesi, 18 di essi hanno riportato una crescita in termini di arrivi internazionali o presenze.

Dai primi risultati dell’anno, si nota l’inarrestabile crescita dell’Islanda, che ha registrato un +53,7% negli arrivi, nonostante vengano evidenziati i limiti di capienza del suo sistema ricettivo. Al contrario, si registra il calo del Montenegro, sia in arrivi (-13,7%) che in presenze (-51,7%): questo dato, però, non dovrebbe allarmare, dal momento in cui i flussi turistici non sono numerosi in questo periodo.
Ulteriori destinazioni che hanno registrato performance positive sono Portogallo (+24,9%) e Malta (+22,7%), mentre la Turchia continua a registrare un trend negativo (-8,1%), risultato della gravosa situazione sociale ed economica presente nel Paese.

La ETC riporta inoltre come il settore del trasporto aereo stia consolidando il trend di crescita iniziato nel 2016, come conseguenza delle tariffe aeree e del prezzo del petrolio in diminuzione. La crescita ha interessato in particolar modo le tratte dagli Stati Uniti all’Europa, conseguenza di un dollaro ancora forte, sebbene vi sia una generale preoccupazione per la domanda verso gli Stati Uniti, a causa delle recenti politiche sull’immigrazione e sui visti. Al contrario, si prevede un possibile calo nei flussi turistici asiatici, a causa della preoccupazione verso il terrorismo, già realtà in Francia, dove gli arrivi internazionali dal Giappone sono diminuiti del 40%, e quelli dalla Cina del 20%. Nonostante ciò, questo target di visitatori dimostra un interesse verso destinazioni che hanno un’offerta turistica simile alla Francia e alla Turchia. Interessanti risultati da parte del mercato Giapponese, infatti, si sono registrati sorprendentemente in Montenegro (+139,2% in numero di presenze) e in Portogallo (+84,4% in arrivi e +73,3% in presenze). Il mercato cinese ha invece fatto registrare interessanti risultati in Serbia (+104,8% negli arrivi) e Finlandia (+98,3%).
Si prevede che i voli e i soggiorni dal Regno Unito, al contrario di quelli statunitensi, possano diminuire a causa del continuo trend di deprezzamento della sterlina legato al processo di Brexit.

Noi di Twissen abbiamo notato che nell’ultimo anno, nonostante l’incertezza generata dagli attacchi terroristici e dalla Brexit, l’Europa si è mantenuta resiliente ed i flussi turistici si stanno ridistribuendo come nella legge dei vasi comunicanti. Questo implica che vi siano opportunità di attrazione di nuovi flussi turistici da parte di destinazioni con prodotti simili o alternativi a Francia, Turchia e Belgio.

 



Autore: Francesco Redi
President and founder at Twissen. Manager in Local Development, Tourism Policies,  EU Funds. He cooperates with several European universities, public bodies, development agencies, DMOs and enterprises.

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.