BREXIT: come tenersi stretti i turisti britannici

Gli impatti sul turismo dopo la Brexit non sono ancora del tutto chiari, ma quest’estate i Britannici pagheranno le loro vacanze con una sterlina che ha perso quasi un 10% rispetto all’Euro, avvertendo fin da subito una sostanziale perdita di potere d’acquisto.

Invece, quello che sappiamo dall’Office for National Statistics è che ai turisti del Regno Unito piace fare i turisti e che nel 2015 il loro numero di viaggi e la spesa all’estero sono entrambi cresciuti del 10% circa.

La Spagna resta decisamente la destinazione prediletta dai turisti UK, registrando circa 13 milioni di visite nel 2015, seguita da Francia, Italia e Irlanda.

 

Top 10 dei paesi visitati dai turisti UK con almeno 1 notte di soggiorno, 2015

Senza nome

Fonte: International Passenger Survey (IPS) – ONS

 

Secondo l’”European Tourism 2016 – Trends & Prospects (Q2/2016)” della European Travel Commission, Spagna e Irlanda saranno le destinazioni più esposte visto il peso percentuale dei viaggiatori britannici sul totale.

Ma quest’estate anche Portogallo e Grecia si stanno impegnando ad attrarre turisti dal Regno Unito e a sostenere il loro livello di spesa.

Sicuramente una delle leve è il prezzo: la sterlina più debole si traduce in meno spesa in Euro.

Per questa ragione, il mantenimento del livello dei prezzi a destinazione è un aspetto molto importante.

Come riportato da Hosteltur.com, un portale di news turistiche spagnolo, la Costa del Sol e l’Andalusia sono le regioni più interessate dal turismo britannico e vi sono iniziative mirate al rendere loro più vantaggioso il tasso di cambio sfavorevole.

Permettere ai turisti di pagare in sterline od offrire un tasso di cambio più favorevole rispetto al mercato sono alcune delle misure attuate dagli operatori locali.

Anche l’aspetto della sicurezza deve essere considerato con molta attenzione, in quanto il Foreign Travel Office avverte che vi sono differenti gradi di pericolo per quanto riguarda il terrorismo nelle destinazioni sopracitate.

La Francia sarà sotto stato d’emergenza fino al gennaio del 2017, mentre per la Spagna c’è un “alto” grado di minaccia terroristica. In Grecia vi è una “generale” minaccia terroristica e atti di violenza politica. Le destinazioni più sicure quest’estate si stimano essere il Portogallo e l’Irlanda con una “minore” minaccia terroristica, seguite dall’Italia con una minaccia “generale”.

Come riportato da Hospitalitynet, secondo l’ABTA, ossia la più grande associazione di agenzie di viaggio e tour operator del Regno Unito, le destinazioni Euro-mediterranee si prefigurano essere le mete predilette dai britannici quest’estate, con crescite importanti nelle prenotazioni in paesi come il Portogallo (crescita del 23% da anno a anno), Spagna (22%) e Cipro (16%). La Grecia continua ad essere popolare con una crescita del 5% delle prenotazioni rispetto allo scorso anno.

Come riportato largamente dopo il referendum Brexit la maggior parte dei cittadini del Regno Unito, a causa della perdita di valore della sterlina, sono orientati a preferire una vacanza “in casa” (staycation), prediligendo una vacanza in una destinazione vicina ad un viaggio all’estero.



Autore: Francesco Redi
President and founder at Twissen. Manager in Local Development, Tourism Policies,  EU Funds. He cooperates with several European universities, public bodies, development agencies, DMOs and enterprises.

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