TURISMO: TENDENZE E PROSPETTIVE- Newsletter SL&A Febbraio 2025 Parte 1

Twissen collabora con SL&A nel proporre aggiornamenti costanti sul travel & tourism. La Newsletter di SL&A elabora previsioni basate su dati, studi e ricerche affidabili.  Le opinioni, per quanto importanti vengono lasciate ai nostri lettori: decisori, manager, operatori e professionisti del settore.

6 febbraio. VACANZE 2025: PRIMI SEGNALI D’ESTATE. Il report Compass prevede che due italiani su tre viaggeranno nell’estate 2025, con il nostro Paese come prima meta, mentre più di un 1 italiano su 4 viaggerà nei Ponti tra Pasqua e il 1° maggio. Il 26% degli italiani prenderà in considerazione di ricorrere al pagamento rateizzato tramite “Buy Now Pay Later” per gestire il budget. I viaggiatori spenderanno mediamente intorno a 1.130 euro a persona, con un incremento delle spese per trasporti e alloggi rispetto al 2024. Al 47% degli italiani piace cambiare la meta di viaggio ogni anno e solo il 15% è un vero proprio repeater (mentre il 38% alterna). La tipologia più popolare rimane il mare (48%), seguita dai viaggi itineranti (16%) , dalla montagna (12%) e dalle città d’arte (7%). Nonostante i vantaggi, solo il 10% ha prenotato in anticipo, con la maggior parte che preferisce prenotare nei mesi successivi. Il “Buy Now Pay Later” starebbe guadagnando popolarità, soprattutto tra chi pianifica con anticipo, e per importi di spesa più alti. Compass è una società specializzata nei prestiti personali, non a caso.

3 febbraio. FIOCCANO I SOGGIORNI INVERNALI. Secondo l’Osservatorio Turismo di Confcommercio e Swg, circa 8 milioni di italiani hanno scelto la montagna per le vacanze invernali, con una leggera diminuzione rispetto al 2024, dovuta (almeno in parte) a una programmazione più tardiva. La maggior parte opta per soggiorni brevi, con una spesa media di 380 euro. Le destinazioni preferite sono italiane, in particolare Trentino e Alto Adige, mentre il 9% sceglie mete estere. Le vacanze sono prevalentemente in coppia o in famiglia, e oltre agli alberghi, sono popolari baite e rifugi. Solo un terzo pratica sport invernali, con un boom dello scialpinismo (+68,7%). Molti, però, preferiscono il relax, le escursioni naturalistiche e le esperienze enogastronomiche. Anche a causa degli effetti del cambiamento climatico combinato con il caro-skipass il turismo montano si diversifica, riducendo la dipendenza dallo sci nordico “tradizionale”.

3 febbraio. INFLAZIONE TURISTICA.  Secondo ISTAT a gennaio 2025 l’inflazione in Italia ha registrato un aumento dello 0,6% su base mensile, principalmente a causa dell’innalzamento dei prezzi dell’energia, sia regolamentati che “liberi”. L’inflazione ha avuto impatti indiretti sul settore del turismo, aumentando i costi di trasporti, alloggi e ristoranti, rendendo l’Italia meno conveniente per i turisti, in particolare quelli da Paesi Extra UE con monete più forti. La crescente inflazione potrebbe ridurre la capacità di spesa dei visitatori, con effetti su viaggi di lunga durata o di lusso, spingendo a scegliere destinazioni più economiche. Si prevede anche un impatto sul turismo interno, con gli italiani che potrebbero ridurre i viaggi all’estero per contenere i costi. Resta tutta da dimostrare l’elasticità dei consumi di lusso al crescere dei prezzi.

 

28 gennaio. SUCCESSO DEI “PRONTI DA BERE”. Se parliamo di consumi degli italiani nei bar e nei ristoranti, tra i trend in crescita ci sono i ready to drink, ovvero le bevande pronte da bere, soprattutto quelle alcoliche. Il 26% dei consumatori fuori casa (da indagine di Cga by Nielsen Ig) ha dichiarato di averne acquistata almeno una negli ultimi tre mesi e il 49% è interessato a consumarne una in futuro. Su questa scia si spiegano le scelte di alcune aziende di produrre ready to drink a base di uva “glera” (quella del Prosecco). Anche in Italia questo segmento sta crescendo a doppia cifra, specialmente per i prodotti a bassa gradazione o no alcol, mixology e prodotti autoctoni. Il prezzo è il primo fattore di scelta. La promessa di un drink diverso dalle proposte abituali, la varietà di gusti offerti, la comodità e la fiducia in uno specifico brand sono le altre motivazioni di acquisto di questa categoria di prodotti nel mercato italiano. 

28 gennaio. LAVORO INSTABILE E INSODDISFACENTE. Dal 2021, con la fine della crisi Covid, l’occupazione in Italia è cresciuta significativamente, raggiungendo livelli record. Ma l’Italia rimane all’ultimo posto in Europa per tasso di occupazione, instabilità lavorativa e part-time involontario, soprattutto tra le donne. Nonostante l’aumento del tasso di occupazione riscontrabile dal 2019 al 2023, i progressi italiani sono inferiori rispetto ad altri paesi europei: con poco più di 61 occupati su 100 persone da 15 a 64 anni, l’Italia è all’ultimo posto tra i 27 paesi dell’Unione (Eurostat). Una differenza di quasi 20 punti percentuali con paesi come l’Olanda, mentre anche la Grecia ci ha ormai superato. Il tasso di occupazione femminile è basso e persiste una forte diffusione di contratti a tempo determinato. Inoltre, l’Italia è ancora il paese con il maggior numero di donne che lavorano part-time contro la loro volontà (oltre il 50% sul totale delle occupate), dice l’Ocse. Nonostante i miglioramenti, i lavoratori italiani restano meno retribuiti e più instabili. Tra l’altro, e verrebbe da dire proprio per questo, il rapporto European Workforce Study 2025 (su un campione composto da circa 25 mila collaboratori, attivi in 19 paesi del Continente) attribuisce al nostro Paese l’ultimo posto in Europa per il livello di soddisfazione dei dipendenti. Solo il 43% dei dipendenti italiani, infatti, considera, la propria organizzazione un ottimo luogo di lavoro, mentre i livelli più alti di soddisfazione sono riscontrabili in Scandinavia, nei Paesi Bassi e in Svizzera. I fattori principali per la soddisfazione del dipendente sono: essere trattati con rispetto, l’equilibrio tra lavoro e vita privata, la sicurezza psicologica, la coerenza della leadership e una retribuzione equa. I settori che vanno meglio sono tecnologia, finanza e servizi professionali. Se la soddisfazione della forza lavoro ha un rapporto diretto con la produttività e con la qualità del prodotti/servizio reso, c’è da rifletterci bene.

28 gennaio. GUIDE ALL’ASSALTO. A fine gennaio, a pochi giorni dalla pubblicazione del nuovo bando l’abilitazione nazionale all’esercizio della professione di Guida Turistica, risultavano presentate già 2.500 domande e oltre 3.000 in fase di compilazione. Evidentemente ce n’era proprio bisogno, anche oltre le pressanti richieste dell’Unione europea, che era arrivata porre questa come condizione per il nostro PNRR.

28 gennaio. SFORZI CONTRO IL SOVRATURISMO. Secondo il New York Times, gli sforzi per combattere il sovraturismo introducendo restrizioni, tasse e imposte hanno avuto risultati limitati, Sebbene alcune città come Dubrovnik, Amsterdam e Venezia stiano cercando di ridurre il flusso turistico con misure come il controllo degli affitti a breve termine e tasse sui turisti, l’efficacia di queste politiche è ancora incerta. Il turismo rimane una fonte vitale di entrate, e spesso gli interessi economici contrastanti ostacolano le iniziative. Inoltre, molte misure si limitano a spostare il sovraffollamento, perché non  hanno come obiettivo primario la riduzione del numero dei turisti. Quest’anno avremo una nuova legislazione per regolamentare gli Airbnb in Francia, Repubblica Ceca e Grecia. Aumenteranno le tasse per i crocieristi di Santorini e Mykonos, per i visitatori della Nuova Zelanda, delle Galapagos e del Giappone, mentre Spagna e Alaska limiteranno il numero di attracchi contemporanei delle crociere nei loro porti. A Pompei sarà contingentato l’ingresso con un di 20 mila persone al giorno. Resta da vedere quanto tempo occorrerà affinché le misure abbiano effetto, anche se ad esempio Venezia sta già raddoppiando il numero dei giorni “nefasti”, ed elevando il valore del ticket introdotto nel 2024. Ma per capire bene i fenomeni occorre ripensare i criteri di successo nel turismo, e trovare nuove metriche per misurarli.

 

 

 



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