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	<title>Sharing economy Archivi | Twissen</title>
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	<description>The first independent in tourism</description>
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	<title>Sharing economy Archivi | Twissen</title>
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		<title>Il ride sharing alle prese con le diverse normative europee</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Redi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Jul 2017 11:18:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politiche & fondi]]></category>
		<category><![CDATA[Sharing economy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le compagnie di ride sharing stanno affrontando le complicazioni dovute dalle numerose normative nazionali.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La sharing economy nell&#8217;industria del Travel &amp; Tourism ha conosciuto negli ultimi anni uno sviluppo interessante, sia in termini di turisti che ne usufruiscono, sia per i molti ambiti a cui viene applicata. Come abbiamo già riportato, queste pratiche innovative nel settore dei trasporti hanno in passato riscontrato qualche difficoltà, sebbene <a href="/?p=2150" target="_blank" rel="noopener noreferrer">il loro utilizzo sia largamente condiviso, soprattutto tra i business travellers</a>. In particolare <a href="https://www.uber.com/it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Uber</a>, la nota compagnia di ride sharing, si è dovuta scontrare con le singole realtà nazionali, dal momento che non esiste una normativa condivisa, per lo meno a livello continentale. Lo stesso è successo ai &#8220;colleghi&#8221; nel settore degli affitti a breve termine, come <a href="https://www.airbnb.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Airbnb</a> e <a href="https://www.homeaway.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Homeaway</a>.</p>
<p><strong>Le ultime vicende hanno visto ancora una volta Uber al centro di dibattiti sulla sua legalità o meno, e sulle possibili complicazioni legate alla sicurezza e alle formalità assicurative.</strong> In Danimarca, ad esempio, Uber è stata dichiarata ufficialmente illegale, dal momento in cui viene considerata un&#8217;impresa a scopo di lucro e non un vero servizio di trasporto, ed il tribunale della Città di Copenaghen ha multato per circa 800 euro sei autisti della popolare piattaforma. In Francia, invece, Uber ha firmato un accordo di partnership con la compagnia assicurativa Axa, al fine di garantire maggiore sicurezza ad autisti e passeggeri. Axa, inoltre, ha recentemente firmato un accordo con <a href="https://www.blablacar.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">BlaBlaCar</a>, mentre Allianz ha avviato una collaborazione con <a href="https://www.car2go.com/IT/it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Car2Go</a>. In Russia, Uber ha deciso di fondersi con <a href="https://www.yandex.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Yandex</a>, il popolare motore di ricerca impegnato nel mercato dei trasporti. La nuova società avrà un valore di 3,73 miliardi di dollari e l’attività interesserà 127 città in 6 Paesi (Russia, Azerbaigian, Armenia, Bielorussia, Georgia e Kazakistan). In Repubblica Ceca, come riporta <a href="http://www.eastjournal.net/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">East Journal</a>, una corte regionale ha impedito alla compagnia di operare nella città di Brno. In Italia, si sono riscontrati disordini e proteste da parte dei tassisti in seguito alla revoca da parte del tribunale di Roma dell&#8217;ordinanza che sospendeva l&#8217;utilizzo dell&#8217;applicazione su tutto il territorio nazionale.</p>
<p>A livello europeo, infine, <strong>la Corte di Giustizia dell&#8217;Unione Europea si pronuncerà a fine anno sul destino delle compagnie di ride sharing</strong>. Recentemente, però, un giudice ha dichiarato che esse, in particolare Uber, non devono considerarsi piattaforme digitali bensì imprese di trasporto. <strong>Gli Stati Membri, quindi, possono vietarle e sanzionarle senza notificare previamente il progetto di legge alla Commissione Europea.</strong></p>
<p>Interessante è analizzare il round di investimenti ricevuto dalla startup <a href="https://www.grab.com/sg/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Grab</a>, concorrente di Uber che opera nel Sudest asiatico e che ha ricevuto risorse per 2.5 miliardi di dollari, dalla banca giapponese Softbank e dalla cinese Chuxing, leader nel settore dei trasporti in 400 città della Cina.</p>
<p>Noi di <strong>Twissen </strong>abbiamo osservato che le recenti evoluzioni legislative nel campo della sharing economy nel settore dei trasporti non hanno del tutto chiarito l&#8217;operatività nel mercato europeo. Ciononostante, queste compagnie continuano a riscuotere notevole successo, in particolare tra certi target di turisti, come i business e i bleisure travellers.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img src="https://twissen.com/wp-content/uploads/2022/02/Francesco-Redi-Twissen-Author.jpeg" width="100"  height="100" alt="Francesco Redi - Twissen Author" itemprop="image"></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://twissen.com/author/francesco-redi/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Francesco Redi</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>President and founder at Twissen. Manager in Local Development, Tourism Policies,  EU Funds. He cooperates with several European universities, public bodies, development agencies, DMOs and enterprises.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://twissen.com/trends/politiche-fondi/il-ride-sharing-alle-prese-con-le-diverse-normative-europee/">Il ride sharing alle prese con le diverse normative europee</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://twissen.com">Twissen</a>.</p>
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		<title>In Europa un nuovo contesto normativo per lo short term rental &#8211; Twissen Season Report Primavera 2017</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Twissen]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Jun 2017 10:00:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politiche & fondi]]></category>
		<category><![CDATA[Sharing economy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica il Report per approfondire questo trend.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo sviluppo della sharing economy nel settore ricettivo ha nel tempo sollevato una serie di questioni, in particolar modo in merito alla legalità della gestione degli affitti a breve termine. Nonostante a livello europeo non vi sia una normativa condivisa, rispetto agli anni precedenti sembra che tra i Governi e le compagnie di short-term rental (i.e. locazione a breve termine) si stiano attenuando le divergenze.</p>
<p>Come abbiamo riportato nel Twissen Season Report Estate 2016, lo scorso anno Homeaway e Airbnb, le più popolari piattaforme di short-term rental, si erano scontrate con le normative spagnole, in particolare nella città di Barcellona, che le aveva multate entrambe. Recentemente, invece, <strong>la città di Madrid ha avviato la stesura di un accordo con Airbnb,</strong> che potrebbe venire firmato entro l’inizio del 2018, per regolare questa tipologia di affitti, rendendola di fatto legittima. Tra i provvedimenti, si prevede l’obbligo di una tassa che andrà a finanziare i servizi pubblici e una limitazione nel numero di giorni di permanenza in tali strutture.</p>
<p><strong>In Italia invece, nel contesto della manovra correttiva del bilancio statale, è stata approvata la cosiddetta “tassa su Airbnb”.</strong> La norma, in realtà, prevede l’applicazione del regime di cedolare secca con l’aliquota del 21% che le compagnie che si occupano di affitti brevi, ossia inferiori ai 30 giorni, sia offline che online devono versare all’Erario.</p>
<p>A livello continentale, la Commissione Europea ha recentemente pubblicato il resoconto della consultazione che ha coinvolto i fornitori di servizi ricettivi nel contesto della sharing economy. In primis, la maggior parte degli operatori affitta la propria prima o seconda casa (56.3%), il 61,4% in quanto singola proprietà. Il 77,3% di essi, inoltre, affitta l’intera proprietà e non semplicemente una o più stanze. Il 57,5% ricava da questa attività meno di 10mila euro per anno.<br />
Geograficamente,<strong> è emerso che in Italia (75%), Germania (68%), Spagna (59,1%) e Francia (50%) le leggi che regolano gli affitti a breve termine vengono considerate di difficile comprensione ed ambigue</strong>, specialmente per quanto riguarda la tassazione, affermando inoltre di venire spesso presi di mira dalle amministrazioni locali.<br />
Il 34,3% degli intervistati ha infatti dichiarato che, nel caso del termine dell’attività, la ragione sarebbe imputabile alla complessità delle procedure amministrative e burocratiche. Al contrario, gli operatori del Regno Unito, Portogallo, Austria ed Irlanda si considerano soddisfatti dal punto di vista legislativo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Qui troverai anche:</p>
<ul>
<li>Fuori dai luoghi battuti con la tecnologia in mano</li>
<li>Brexit un anno dopo</li>
<li>I fondi europei per il turismo puntano su prodotti transnazionali</li>
<li>Overtourism fobia</li>
<li>La crisi Alitalia nello scenario del settore aereo europeo</li>
<li>In Europa un nuovo contesto normativo per lo short-term rental</li>
<li>Generazione Z, una nuova classe di viaggiatori</li>
<li>Recensioni e web reputation: nuovi trend per il settore ricettivo</li>
<li>Ciak, si viaggia!</li>
</ul>
[contact-form-7]
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Twissen' src='https://secure.gravatar.com/avatar/34238b6bf4fd496a95a7ccc9c5f33a28?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/34238b6bf4fd496a95a7ccc9c5f33a28?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy' decoding='async'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://twissen.com/author/twissen/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Twissen</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"></div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://twissen.com/trends/politiche-fondi/europa-nuovo-contesto-normativo-short-term-rental-twissen-season-report-primavera-2017/">In Europa un nuovo contesto normativo per lo short term rental &#8211; Twissen Season Report Primavera 2017</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://twissen.com">Twissen</a>.</p>
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		<title>Il segmento del business travel offre possibilità di sviluppo al settore del car sharing</title>
		<link>https://twissen.com/trends/politiche-fondi/il-segmento-del-business-travel-offre-possibilita-di-sviluppo-al-settore-del-car-sharing/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Martina Baldo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 May 2017 06:32:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politiche & fondi]]></category>
		<category><![CDATA[Sharing economy]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il car sharing è un trend in crescita nelle città europee, e trova potenziale di crescita nei viaggi a scopo di business.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La preoccupazione verso la sostenibilità ambientale è un trend che trova riscontro in molti settori. Nell&#8217;industria del Travel &amp; Tourism, <a href="/?p=1465">gli operatori stanno prestando sempre più attenzione alla sostenibilità sia nel settore alberghiero che in quello dei trasporti, come ad esempio negli aeroporti</a>. Come riportato dal <a href="https://www.weforum.org/">World Economic Forum</a>, molte città stanno adottando delle misure e delle politiche sempre più eco-friendly. E&#8217; il caso di <b>alcune città europee</b><b> </b><b>che si stanno orientando verso l&#8217;indipendenza dalle automobili</b>, per lo più nei centri urbani. Per esempio, Madrid entro il 2019 prevede di rendere la Gran Vía, ossia la via principale della città, completamente libera dai mezzi privati a quattro ruote. Altre città europee che si stanno muovendo in questa direzione sono Oslo (Norvegia), con un piano di sviluppo di piste ciclabili che rimpiazzeranno parzialmente le strade, Amburgo (Germania), Copenhagen (Danimarca) che prevede la costruzione di una &#8220;superstrada&#8221; per biciclette, Parigi (Francia), Atene (Grecia) che assieme a Madrid, Parigi e Londra prevede il divieto di circolazione delle macchine a motore diesel entro il 2025, Londra (Regno Unito) e Bruxelles (Belgio) che, dopo Copenhagen, denota la maggiore zona car-free in Europa.</p>
<p><b>Una soluzione che, nel frattempo, sta prendendo piede nelle città europee è quella del car sharing.</b> Assieme al bike sharing e al bus sharing, rappresenta ad oggi uno dei trend di maggiore successo. Gli investimenti in questo campo, difatti, sono numerosi. Recentemente <a href="https://www.travelcar.com/">TravelCar</a>, compagnia di car sharing francese, ha beneficiato di un round di investimenti del valore di 15 milioni di euro da parte della compagnia di veicoli <a href="https://www.groupe-psa.com/en/automotive-group/">PSA Group</a> e dalla compagnia di assicurazione <a href="https://www.maif.fr/">MAIF</a>. Ad oggi, TravelCar è attiva in 10 Paesi europei, e permette ai clienti di affittare la propria autovettura ad terzi, in cambio di una percentuale di guadagno nonché della possibilità di parcheggiare gratuitamente presso aeroporti, stazioni e centro città. Lo stesso PSA Group ha recentemente lanciato <a href="https://it.free2move.com/">Free2Move</a>, un&#8217;applicazione mobile che offre un&#8217;unica piattaforma comprendente 20 operatori attivi nella condivisione di auto, biciclette e scooter. <b>In</b><b> Italia, il car sharing sta riscontrando notevole successo a Milano. </b>Nella metropoli opera difatti <a href="https://www.car2go.com/IT/it/">car2go</a>, che conta quasi 400mila utenti. Torino ha invece visto negli ultimi mesi un aumento del 54% dell&#8217;utilizzo delle vetture delle compagnie di car sharing, e punta a mantenere questo trend di crescita nei prossimi anni.</p>
<p>Nonostante ciò, questa tipologia di mobilità è guardata a volte con diffidenza, per ragioni principalmente legate alla sicurezza. Difatti, anche se <a href="/?p=1988">nel 2016 il totale delle ricevute emesse dalle compagnie di ride sharing ha per la prima volta superato quelle emesse dai tradizionali operatori del settore di trasporto su gomma</a>, risultati contrastanti vengono evidenziati da un report di <a href="https://www.airplus.com/it/it/start-page.html">AirPlus International</a>. La società, che si occupa di analizzare le spese aziendali legate ai viaggi a scopo di business, ha condotto un sondaggio a livello mondiale su più di 2mila persone tra business travellers e responsabili delle trasferte. Il sondaggio ha rivelato che, sebbene chi viaggia per affari sia incline ad affidarsi ai servizi di ride sharing per l&#8217;esperienza di viaggio alternativa (84%) e la convenienza economica (82%), <b>ben il 49% delle aziende non permette il loro utilizzo ai propri dipendenti, per la difficoltà legata alla gestione dei report di viaggio e per i possibili rischi legati alla sicurezza e all&#8217;assicurazione.</b> In Europa, l&#8217;Italia si trova controcorrente a questo trend, il 38% delle aziende permette infatti l&#8217;utilizzo dei servizi della sharing economy nei trasporti; si pensi che in mercati come India e Cina, la percentuale si aggira attorno al 60%.</p>
<p>Noi di <b>Twissen</b> abbiamo osservato che la sharing economy nel settore dei trasporti sia un trend che fa da complemento alla volontà di molte amministrazioni di rendersi indipendenti dalle automobili. Il car sharing, assieme al bus sharing, è un settore che ha potenziale di crescita, specialmente nel segmento dei viaggiatori d&#8217;affari. Per andare incontro alle esigenze aziendali, però, potrebbero essere necessarie alcune modifiche che facciano percepire maggiore sicurezza e strumenti di controllo di spese e documenti fiscali.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img src="https://twissen.com/wp-content/uploads/2022/04/Foto-Team-Redazione-Martina-Baldo.png" width="100"  height="100" alt="" itemprop="image"></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://twissen.com/author/martina-baldo/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Martina Baldo</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>She graduated in Intercultural Development of Tourism Systems and she has a passion for foreign languages and cultures. Since 2016 she works as administration and tourism project manager at Twissen.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://twissen.com/trends/politiche-fondi/il-segmento-del-business-travel-offre-possibilita-di-sviluppo-al-settore-del-car-sharing/">Il segmento del business travel offre possibilità di sviluppo al settore del car sharing</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://twissen.com">Twissen</a>.</p>
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