TURISMO: TENDENZE E PROSPETTIVE – Newsletter SL&A Febbraio 2022

Twissen collabora con SL&A nel proporre aggiornamenti costanti sul turismo nell’era-Covid. La Newsletter di SL&A elabora previsioni basate su dati, studi e ricerche affidabili.  Le opinioni, per quanto importanti vengono lasciate ai nostri lettori: decisori, manager, operatori e professionisti del settore.

Gennaio 2022. TORNA IL LAVORO, ED È PIU’ STABILE. Il bollettino di ANPAL, Banca d’Italia e Ministero del Lavoro, che già aveva mostrato la ripresa impetuosa del lavoro anche nel turismo, questo mese descrive un fenomeno imponente, che fa il paio con una crescita record del PIL (+6,5%, il massimo in Europa), ancora più forte che nel 2019. Se questo è vero per tutta l’economia italiana, lo è ancora di più per il turismo. Nel 2021 si sono avute nel settore 44.565 attivazioni nette di lavoro a tempo indeterminato, oltre 20 mila in più che nel 2020, mentre le pur tantissime attivazioni a tempo determinato (136.561) sono calate di circa 8 mila unità. Un ottimo segnale di possibile ritorno alla stabilizzazione. Nel complesso con quasi 168 mila attivazioni il turismo si dimostra il settore più consistente e dinamico, persino più delle costruzioni, che pur beneficiano di un sostegno eccezionale grazie ai vari bonus.

Gennaio 2022. MA NE MANCANO ANCORA MOLTISSIMI. Secondo WTTC ci sono 263.000 posti di lavoro vacanti in Italia nel turismo. È quanto emerge dal nuovo report del World Travel & Tourism Council, che ha rivelato un enorme deficit di manodopera nel settore turistico italiano. Non soltanto in Italia, però. La ricerca, in collaborazione con Oxford Economics, ha evidenziato una forte carenza di manodopera anche in altre importanti destinazioni come Stati Uniti, Francia, Spagna, Regno Unito e Portogallo. Tra i Paesi europei analizzati, però, l’Italia è il più sensibile, con un posto di lavoro vacante ogni sette. Solo nel 2020, il settore dei viaggi e del turismo italiano ha registrato una riduzione del 12,4% dell’occupazione, pari a 215.000 posti di lavoro persi. Durante la seconda metà del 2021, poiché la voglia di viaggiare è aumentata di pari passo con l’allentamento delle restrizioni, il settore del Travel & Tourism ha raggiunto un punto in cui la domanda di lavoro ha superato l’offerta. Julia Simpson, presidente e ceo del Wttc, ha dichiarato: «Se non ci saranno abbastanza persone per ricoprire questi posti di lavoro quando i viaggiatori torneranno, la ripresa economica dell’Italia potrebbe essere messa a repentaglio”. Secondo le stime, a fine del 2021 l’occupazione mondiale nel settore è aumentata dello 0,7% – il che equivale ad altri due milioni di posti di lavoro – a cui farà seguito un aumento anno su anno del 18% nel 2022, raggiungendo 324 milioni di posti di lavoro. La carenza di personale rappresenta quindi una sfida chiave per il settore del turismo globale, e per poter sfruttare al meglio domanda di viaggio che verrà.

24 gennaio 2022. I CARATTERI DELLA RIPRESA PROSSIMA VENTURA. Secondo Expedia – e fatta la tara alla possibile tendenziosità della fonte- responsabilità e consapevolezza saranno nei prossimi mesi i caratteri essenziali della domanda. Nel Travel Value Index outlook 2022 si afferma infatti che: la disponibilità a pagare qualcosa in più pur di “viaggiare sostenibile” conquista la maggioranza (59%); il 49% invece sceglierà luoghi meno affollati; e il 43% si muoverà “localmente”. Tra le altre opzioni, interessanti per il nostro Paese, risultano apprezzati i protocolli rigidi anti-Covid (54%) e la minor diffusione del virus, mentre le imprese turistiche “locally owned” saranno preferite dal 38%.

17 gennaio 2022. TRA ENDEMIA E CONVIVENZA STA LA NUOVA NORMALITÀ. Il Ceo di Pfizer dovrebbe saperne più di altri, e traccia uno scenario molto più realistico di tante proiezioni meccaniche: “per qualche anno dovremo convivere con un virus molto difficile da debellare. Si è diffuso in tutto il Mondo, può contagiare più volte la stessa persona, e ha avuto tante mutazioni da farci riscoprire l’alfabeto greco”. “Non si tratta tanto di sapere se il virus sparirà o meno, quanto di capire se potremo riprendere una vita normale. Io credo di sì. Probabilmente ci riusciremo in primavera, grazie a tutti gli strumenti a nostra disposizione: test, vaccini molto efficaci e i primi farmaci da assumere a casa”. “Fino alla comparsa di Omicron, lo schema di 3 dosi di vaccino più un richiamo annuale funzionava. La variante ha messo di nuovo tutto in discussione. È troppo presto per dire se serviranno richiami più frequenti o un nuovo vaccino”. Come per la peste suina, (debellata finalmente in Sardegna ma ormai diffusa in Continente dai cinghiali), e l’influenza aviaria (di cui a quanto pare sono responsabili gli uccelli migratori), la situazione sanitaria rischia di diventare in permanenza una variabile-chiave anche per il turismo.

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