9 scenari ipotizzano la ripresa dell’economia mondiale dopo il Coronavirus

Il 13 aprile scorso la società internazionale di consulenza McKinsey ha redatto un nuovo documento per aiutare i leader delle imprese a comprendere la situazione d’emergenza causata dal COVID-19 e il suo possibile sviluppo, supportandoli nell’adozione di misure per salvaguardare il proprio business. Sebbene indirizzato alle imprese in senso lato, l’analisi fatta può essere applicata anche al settore turistico in quanto indissolubilmente legato agli altri settori dell’economia mondiale.

Nel documento vengono approfonditi 9 possibili scenari che si potrebbero verificare in base a come verrà gestita la pandemia, rappresentati da 9 grafici raffiguranti la curva di ripresa dell’economia mondiale. Per arrivare a delineare questi scenari, le variabili prese in considerazione dalla società americana sono 2:

  • La diffusione del virus e le risposte della sanità pubblica, variabile divisa in 3 gradi di efficacia;
  • Gli effetti a catena del virus e le risposte in termini di politica economica, variabile divisa anch’essa in 3 livelli di efficacia;

Fonte: COVID-19 Briefing materials: Global health and crisis response, McKinsey, 2020

Due scenari vengono successivamente approfonditi.

Nello scenario A3, in cui si ipotizza il contenimento del virus, quest’ultimo continua a diffondersi in Medio Oriente, Europa e Stati Uniti fino alla metà del 2° trimestre, quando la stagionalità del virus assieme ad una efficace risposta della sanità pubblica riducono notevolmente la mole dei casi di Coronavirus. In questo scenario la politica monetaria e fiscale dell’Europa e degli Stati Uniti mitigherebbe una parte dei danni economici, favorendo un recupero già alla fine del 2° trimestre del 2020, dopo il successo del contenimento del virus.

Nello scenario A1, nel quale la ripresa economica mondiale si ipotizza meno vigorosa, il virus si diffonde a livello globale senza un declino stagionale, sovraccaricando i sistemi sanitari di molti paesi, soprattutto dei più poveri, con un impatto umano ed economico su larga scala. In questo caso gli Stati Uniti e l’Europa dovrebbero affrontare un calo del PIL stimato tra il 35% e il 40% ad un tasso annualizzato nel 2° trimestre. La politica economica non riuscirebbe a prevenire l’aumento della disoccupazione e la chiusura delle imprese, con una conseguente ripresa più lenta anche dopo il contenimento del virus.

Noi di Twissen abbiamo osservato che, sebbene il settore del Travel risulti fortemente colpito dalla situazione d’emergenza attuale, gli operatori turistici possono limitare la ricaduta negativa della pandemia focalizzandosi sui target di prossimità e comunicando efficacemente con i propri clienti, fornitori e dipendenti le misure di sicurezza adottate al fine di aumentare il grado di sicurezza percepito, fattore che risulterà sempre più critico nel settore dei viaggi e turismo.



Autore: Maria Vittoria Bandera
Graduate of the Master in Tourism Economics and Management of CISET Ca' Foscari. In 2019 she joins the Twissen Team specialising in Destination Management projects and activities of video editing.

Lascia un commento