Viaggiatori in smart working. Come l’hotellerie reagisce al trend post-covid

Con l’affermazione dello smart working durante il lockdown, il mondo del turismo vede ora emergere sempre più il concetto di workation, termine usato per indicare l’unione tra lavoro e vacanza.  

In questo contesto si inserisce il trend osservato da CNN Travel, secondo la quale, a partire dall’estate 2020, si è registrato un numero sempre maggiore di soggiorni di lunga durata. Come afferma Andrew Steinberg, consulente di Ovation Travel per il settore Luxury, questa nuova tendenza emerge in seguito allo stato di isolamento causato dalla pandemia globale. Alla ritrovata libertà di viaggiare, il turista deve in molti casi affiancare l’obbligo di lavorare, cosicché l’opzione migliore per il viaggiatore in smart working risulta essere un lungo soggiorno in location immerse in spazi aperti, ma allo stesso tempo dotate di connessione Internet. 

Di fronte a questa scelta del consumatore, nel mondo del turismo ci si interroga sulla possibilità che questo nuovo scenario non rappresenti semplicemente una soluzione momentanea, ma un cambiamento permanente nel modo di viaggiare e di lavorare delle personeDiversi sono i comportamenti adottati dagli hotel per attrarre questa fetta di mercato.  

Da una parte ci sono strutture alberghiere come il Southampton Inn che, oltre a proporre offerte personalizzate a seconda della durata del soggiorno, dà la possibilità ai suoi ospiti di accedere ad un’area dotata di postazioni di lavoro, connessione wi-fi e coffee corner. I resort più lussuosi, come l’Eden Roc Cap Cana, offrono dei pacchetti per soggiorni prolungati che rispondono alle necessità di viaggiatori in smart working e dei rispettivi componenti familiari.  

Dall’altra parte nascono iniziative nel comparto business dell’hotellerie con l’obiettivo di ripensare e sfruttare al meglio lo spazio dell’hotel, il quale non viene più considerato un semplice luogo di soggiorno, ma diventa un potenziale ambiente di lavoro. Importanti proposte sono state avanzate da realtà come Best Western Italia e DayBreakHotel.com, nel primo caso con dei pacchetti ad hoc per i Digital Nomads, nel secondo caso con una piattaforma dedicata alla ricerca di strutture con spazi dedicati allo smart working 

Noi di Twissen abbiamo osservato che la situazione di emergenza globale ha portato ad un nuovo modo di concepire i tempi e gli spazi riservati al viaggio e al lavoro. In questo scenario di trasformazione delle abitudini del consumatore, si è visto come il settore dell’hotellerie si trovi di fronte all’opportunità e alla necessità di adattare la propria offerta ai nuovi bisogni del viaggiatore in smart workingper il quale il confine tra lavoro e vacanza diventa sempre più labile.