I fondi per il turismo sempre di più per le reti

Nel periodo 2014-2020, con il nuovo Accordo di partenariato tra Italia e Commissione Europea, l’Italia gestirà complessivamente circa 44 miliardi di euro di fondi strutturali e di investimento europei (Fondi SIE), ai quali andrà ad aggiungersi la quota di cofinanziamento nazionale per circa 20 miliardi di euro.

Ma le opportunità della nuova programmazione non finiscono qui.

“Il turismo è una settore strategico” riferisce il prof. Salvatore Messina di Fondazione Europa a Twissen “e, sebbene non vi siano programmi dedicati, le opportunità sono presenti e vanno ricercate con una metodologia trasversale, sia per le imprese che per gli enti pubblici”.

Noi di Twissen registriamo una crescente attenzione alla creazione ed allo sviluppo delle reti nel turismo.
Il turismo è un settore complesso che vede impegnati soggetti di natura diversa quali enti pubblici, piccole imprese, grandi imprese, consorzi, associazioni ed altri soggetti che a vario titolo vengono coinvolti nel settore. A livello di destinazione è necessario un sempre maggiore coordinamento delle attività al fine di promuovere un’offerta competitiva e sostenibile ai turisti target.
“Questa complessità si riflette anche nel reperimento di fondi che, sebbene siano presenti e consistenti, devono essere ricercati con una metodologia particolare. Infatti, nell’industria turistica, la creazione e lo sviluppo di reti è un’esigenza imprescindibile al fine di rendere il sistema più efficiente e competitivo e questo implica il coordinamento di attori con ruoli ben specifici.”
L’approccio multi-fondo e multi-beneficiario è la metodologia che noi di Twissen abbiamo registrato essere quella più efficace: una rete, una volta definito il proprio piano operativo, dovrà ricercare per ogni iniziativa il fondo adatto consapevole che il beneficiario potrà essere ogni volta un soggetto diverso in quanto deputato a svolgere un determinato ruolo nell’ambito della rete.
“Non c’è un modello di rete prestabilito, ma da una analisi dello scenario attuale e della attuale programmazione europea registriamo che sono vincenti le reti che rappresentano sia la componente pubblica che quella privata, con la partecipazione di un ente di ricerca o una università specializzata e che coinvolgono soprattutto PMI del settore turistico ma che riescano ad attrarre imprese nei settori correlati. Prerequisiti essenziali diventano una efficace attività di animazione territoriale e un chiaro e condiviso piano strategico ed operativo.”.