I trend del Travel & Tourism per il 2018

L’ultimo UNWTO World Tourism Barometer ha registrato nel 2017 un aumento del 7% degli arrivi internazionali, per un totale di 1,322 miliardi unità, prevedendo risultati entusiasmanti anche nel 2018 con un tasso di crescita tra il 4 e il 5%.
Noi di Twissen abbiamo registrato un tasso di concorrenza molto elevato, un grande numero di player ed uno scenario in continua evoluzione, del quale vi trasferiamo alcuni spunti in quelli che secondo noi sono i trend per il 2018.

Un’onda tecnologica
Il 2018 sarà l’anno più tecnologico mai visto nell’industria del Travel & Tourism. Le chatbot sono già state introdotte l’anno scorso in molti hotel, aumentando l’engagement con il cliente e prospettando nuovi canali di vendita. Quest’anno ne è prevista una maggiore diffusione, magari abbinata all’intelligenza artificiale per migliorare le relazioni con il cliente.
Blockchain, IoT (Internet of Things), realtà aumentata e biometrica saranno altre tecnologie con cui gli operatori dell’industria del Travel & Tourism si troveranno ad avere a che fare.
Da dove partire? Certamente dal cliente!
Solo una strategia focalizzata sul cliente potrà risultare vincente.

A tutto Est!
Il mondo del Travel & Tourism ha assistito negli ultimi anni ad un incremento consistente della presenza cinese in termini di investimenti nel mondo occidentale. Questo si è registrato soprattutto nell’industria alberghiera, nella crescita di colossi digitali come Ctrip, ma anche per i crescenti flussi di turisti che fanno appetito a molte destinazioni, tanto che l’Unione Europea ha organizzato assieme al governo cinese il programma “2018 Anno Europeo del Turismo Eu-China”.
Sempre in estremo oriente, si prevede che l’anno in corso consacrerà la crescita del Giappone tra le principali destinazioni mondiali; il governo nipponico ha dichiarato di voler raggiungere i 40 milioni di visitatori internazionali nel 2020. Infatti, nel 2019 ospiterà i Mondiali di Rugby, mentre l’anno successivo si terranno le XXXII Olimpiadi a Tokyo.

L’esperienza è responsabile
Gli stakeholder dell’industria del Travel & Tourism hanno da tempo espresso le proprie preoccupazioni per le mete turistiche prese sempre più d’assalto da ingenti flussi di viaggiatori. Ai potenziali pericoli per il patrimonio culturale, storico e naturale che si trova nelle destinazioni si aggiungono le difficoltà della comunità residente che, come successo a Venezia o a Madrid, hanno manifestato fermamente più volte il proprio disappunto nei confronti dei turisti. Tuttavia, anche i turisti stessi, e non solo quelli maggiormente attenti o con maggiore capacità di spesa, sono sempre più sensibili alla sostenibilità della vacanza, attuando sia comportamenti più responsabili, ricercando strutture attente a questi temi e considerando anche visite in luoghi meno battuti.
È il concetto stesso di esperienza che si è evoluto e che vede la sostenibilità tra le componenti imprescindibili.

Il nuovo è ibrido
Non stiamo parlando di automobili elettriche o della nuova tecnologia di self-driving cars che si sostituiranno pian piano ai taxi tradizionali. Ci riferiamo a nuovi modelli di consumo che stanno sviluppandosi nel Travel & Tourism, e non solo. Negli ultimi anni, lo sharing è stato il modello di business innovativo che ha portato ad importanti innovazioni e ad aziende che hanno modificato radicalmente lo scenario competitivo: AirBnb nell’ospitalità e Uber nel trasporto di persone sono gli esempi più conosciuti.
Oggi, stiamo assistendo allo sviluppo dei modelli di co-doing, ovvero di “fare assieme”. Questi modelli ibridi ed informali sono già stati sperimentati in diversi piccoli ed innovativi hotel dove il co-working ed il co-living, ad esempio, sono la nuova espressione di comunità di persone che interpretano diversamente il loro viaggio.
Si evolvono, anche velocemente, i comportamenti delle persone.