Nuove tecnologie affrontano i tradizionali modelli di business dell’intermediazione turistica

Recentemente, alcuni esperti del settore turistico si stanno interrogando sul potenziale utilizzo della tecnologia Blockchain applicato all’industria del Travel & Tourism, sollevando alcune preoccupazioni nel settore dell’intermediazione di viaggio, in quanto si tratta di un database potenzialmente in grado di gestire qualsiasi transazione o movimento di qualsiasi bene o servizio considerato di valore. Blockchain è diventato familiare nel vocabolario di molti per una delle sue applicazioni principali, i Bitcoin, una valuta totalmente acquistabile online e che non viene intermediata dalle tradizionali banche.

Come abbiamo già riportato, i player dell’industria del Travel & Tourism, come in molti altri settori dell’economia, stanno assistendo allo sviluppo di metodi di pagamento alternativi, come i pagamenti gestiti da Paypal o effettuati tramite applicazioni mobile quali Wechat. Questi metodi di pagamento si stanno integrando con quelli tradizionali, a volte sostituendoli, in particolar modo per quanto riguarda specifici target di turisti, quali ad esempio i viaggiatori cinesi.

Come riporta HospitalityNet, l’impiego della tecnologia Blockchain nel settore turistico potrebbe potenzialmente eliminare ogni forma di intermediazione, apportando beneficio economico sia al cliente finale che al fornitore dei servizi e garantendo loro una transazione diretta ed in tempo reale. Un ulteriore punto a favore è la tracciabilità e la trasparenza di questo sistema, restando allo stesso tempo sicuro.

Business Travel News riporta gli impatti che la tecnologia Blockchain potrebbe avere sull’industria turistica, dal processo di pagamento, che potrebbe rendere superflui metodi tradizionali quali le carte di credito, alla distribuzione, considerando che le OTA, difatti, basano i propri modelli di business su una percentuale sul venduto. Recentemente Fritz Joussen, CEO di TUI Group durante un’intervista a Skift ha sottolineato che questa visione è stata la “ragione chiave” per la vendita di Hotelbeds, la più grande bedbank mondiale. Parallelamente, stanno nascendo alcune startup che garantiscono l’intermediazione senza commissioni aggiuntive, come ad esempio Winding Tree, che si definisce “distributore di servizi turistici senza intermediazione”. ShoCard invece, è una startup che si avvale della tecnologia Blockchain che sta sviluppando un sistema di identificazione dei turisti, una specie di carta d’identità virtuale, che collega le persone fisiche a tutta una serie di documenti necessari per viaggiare, come i visti o i passaporti. Questo permetterebbe anche il monitoraggio dei passeggeri da parte delle forze di sicurezza.

Alcuni operatori del settore hanno già sperimentato questa tecnologia in diversi ambiti di applicazione, nonostante l’iniziale diffidenza imputabile ad alcune vicende collegate ai Bitcoin. L’amministrazione di Dubai, ad esempio, ha annunciato un progetto di rilancio del turismo sfruttando la tecnologia Blockchain per la creazione e lo scambio di punti fedeltà, i cosiddetti Dubai point, che premiano i visitatori di musei e luoghi di interesse e che possono essere spesi presso i partner dell’iniziativa, tra cui ci sono già compagnie di trasporti e ristorazione.

Noi di Twissen abbiamo osservato che lo sviluppo di nuove tecnologie, anche se non propriamente relative all’industria del Travel & Tourism, stanno man mano influenzando questo settore, e, in questo caso, potrebbero rivoluzionare i tradizionali modelli di intermediazione ormai consolidati.