Reskilling and upskilling nel turismo: tra necessità e business

Le risorse umane sono centrali nell’industria turistica che è basata sul servizio, e tali rimarranno anche con il rebound, conseguenza della tanto attesa attenuazione della curva epidemiologica. Di conseguenza, le sfide che tutte le imprese dovranno affrontare sono molteplici e, pur non potendo leggere nella palla di cristallo, vi è una diffusa convinzione che vi sarà una intensa accelerazione nel cambiamento di alcuni paradigmi. La rivoluzione digitale già in corso, il cambiamento radicale di alcune abitudini e comportamenti, l’evoluzione di alcuni segmenti come il MICE, le ripercussioni sulla catena del valore e sulla distribuzione sono solo alcuni dei segnali dei cambiamenti attesi. Le imprese turistiche, soprattutto le PMI, per poter rimanere competitive dovranno coinvolgere risorse umane preparate ed aggiornate al fine di affrontare una “nuova stagione turistica”. Ma allo stesso tempo, anche le imprese più tradizionali come quelle dell’ospitalità, le agenzie di viaggio e gli organizzatori di tour, attività ed esperienze, potrebbero aver bisogno di adattare i modelli di business ai nuovi scenari ed alle nuove opportunità, come i subscription model.
In questo, la formazione continua, o lifelong training, diventa sempre più importante soprattutto in una logica di re-training, ovvero una profonda riqualificazione anche attraverso un maggiore accesso alle nuove tecnologie e alle nuove pratiche. Non sarà una necessità solo degli impiegati o della forza lavoro, ma dovrà coinvolgere tutti i livelli, anche quello manageriale ed imprenditoriale.
Inoltre, anche i programmi scolastici e la formazione professionale dovranno essere aggiornati alle nuove realtà e scenari che si verranno a formare.
Allo stesso tempo, le risorse umane nel turismo dovranno sviluppare nuove competenze (upskilling) in quanto sia le moderne modalità di lavoro sia gli scenari obbligheranno a possedere nuove abilità: smart working, e-commerce, data analysis, e-learning sono solo alcuni delle innovazioni che ora diventano un pre-requisito per le imprese turistiche. Per questo l’Unione Europea ha messo in campo un nuovo programma Erasmus+ e l’FSE, il Fondo Sociale Europeo che andranno a finanziare molti di questi percorsi.
Allo stesso tempo, gli incubatori e gli acceleratori avranno un ruolo importante per permettere alle PMI e alle startup turistiche di scalare nel loro business, supportandole nell’adozione di nuove pratiche soprattutto legate alle nuove tecnologie.

Noi di Twissen abbiamo osservato che nel settore del turismo in particolare c’è un bisogno di formazione senza precedenti, trasversale e soprattutto ad ogni livello, compresi gli stessi formatori che dovranno affrontare le sfide della formazione a distanza. Ma proprio dalle modalità di formazione attraverso le nuove tecnologie, nascono delle nuove opportunità di business per imprese che sviluppano conoscenza, non solo per l’abbattimento delle distanze geografiche, ma anche per nuove tecniche di formazione a distanza, sincrone o asincrone.