Turismo sostenibile: dalla nicchia al mainstream

Negli ultimi anni è stato ampiamente riconosciuto il ruolo fondamentale del turismo nel contribuire ad uno sviluppo sostenibile.
All’interno degli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, il turismo è stato incluso in riferimento agli Obiettivi 8, 12 e 14, ed è quindi fortemente posizionato all’interno dell’Agenda 2030.

A livello europeo, la sostenibilità ha ricevuto una crescente attenzione, portando alla formulazione di programmi di sostenibilità, certificazioni e riconoscimenti per favorire uno sviluppo sostenibile delle destinazioni e premiare quelle che includono già i temi della sostenibilità all’interno delle loro strategie. Nel 2019, infatti, la European Travel Commission – ETC ha pubblicato un rapporto sugli “European Sustainability Schemes” per aiutare gli Stati membri a comprendere le potenzialità delle certificazioni green nell’aumentare l’attrattiva delle destinazioni ed influenzare il decision-making process dei viaggiatori. Per supportare le NTO europee nello sviluppo delle proprie strategie e modelli di sostenibilità, la ETC ha pubblicato un manuale ed un toolkit di risorse pratiche con l’obiettivo finale di migliorare la reputazione, l’attrattiva e l’esperienza dei visitatori in Europa.

Con la pandemia da Covid-19, gli effetti delle pratiche irresponsabili nel settore del turismo sono diventati sempre più visibili, per questo motivo, il documento “Global Guidelines to Restart Tourism della UNWTO evidenzia la necessità di una Responsible Recovery, in cui la sostenibilità diventi la nuova normalità e non sia semplicemente un turismo di nicchia. Un valido esempio della necessità generale di portare il viaggio sostenibile nel mainstream è dato da Travalyst, un’organizzazione no-profit fondata nel 2019 dal Duca di Sussex in collaborazione con Booking.com, Skyscanner, TripAdvisor, Visa e Trip.com. Lavorando con Forum for the Future, Travalyst riconosce la capacità e la sfida dell’anno 2021 per sbloccare nuove potenzialità per il turismo e far ripartire il settore con un approccio più sostenibile ed un impatto più positivo su comunità e territori.

L’urgenza di sviluppare una capacità di resilienza e di promuovere il turismo sostenibile, come forte contributore al Green Deal europeo, emerge anche in una Comunicazione della Commissione Europea, che sottolinea la necessità per gli Stati membri di fornire all’industria del turismo migliori opportunità di finanziamento, insieme alla promozione della digitalizzazione, dell’innovazione, della sostenibilità, della riqualificazione e dell’upskilling.
Questo concetto è sottolineato anche nella campagna #Tourism4Recovery del Tourism Manifesto, la quale promuove l’idea che sostenere le riforme legate al turismo porterà ad un’accelerazione della trasformazione digitale e green, e renderà quindi le economie e le società degli Stati membri più sostenibili e resilienti nel lungo termine.

Noi di Twissen abbiamo osservato che, nell’era post Covid-19, la sostenibilità non è più un obiettivo finale, anzi, è un prerequisito per riprendersi dalla recessione. La nuova mentalità dei turisti, insieme al ruolo rivestito dallo sviluppo sostenibile all’interno delle politiche turistiche, mostra sempre più come il futuro del turismo non distinguerà più tra “turismo” e “turismo sostenibile”, poiché l’unico modo per le destinazioni turistiche di aumentare la loro attrattiva e di essere competitive nel lungo termine è considerare la sostenibilità come elemento chiave alla base della loro strategia.