Turchia, diversificare l’offerta turistica per la ripresa del settore

Il settore turistico in Turchia presenta caratteristiche varie, e può contare su molteplici tipologie di turismo, tra le quali le città storiche, la cultura, il turismo sea & sun e, più recentemente, il turismo sanitario.

Secondo il “Travel & Tourism Economic Impact 2018” del World Travel & Tourism Council, nel 2017 il contributo diretto che l’industria del Travel & Tourism ha apportato al PIL del Paese è stato di circa 24 miliardi di euro (TRY 116,7mld), ossia il 3,8% del PIL: una notevole crescita se paragonato all’anno precedente, in cui il contributo diretto è stato di circa 18 miliardi di euro (TRY 87,9mld). Inoltre, nel 2017, il contributo totale (che comprende quello indiretto ed indotto) è stato di circa 73 miliardi di euro (TRY 359,1mld), ossia l’11,6% del PIL.

Il World Economic Forum, nel suo “Travel & Tourism Competitiveness Report 2017”, posiziona la Turchia 44° su 136 Paesi analizzati per la loro competitività turistica. Secondo il report, i punti forti della destinazione sono le risorse culturali ed il turismo d’affari (16°), le infrastrutture aeroportuali (14°), le infrastrutture per i servizi turistici (42°) e l’apertura verso l’internazionalizzazione (50°), in particolare per il numero di visti richiesti dal Paese (34°). D’altra parte, risultano essere migliorabili il rating assegnato alla strategia di branding della destinazione (115°), l’attenzione verso la sostenibilità ambientale (112°) e la competitività dei prezzi (70°).

Negli ultimi anni, il settore turistico turco ha dovuto affrontare non poche difficoltà. A causa dell’instabilità politica e delle preoccupazioni relative alla sicurezza, il turismo è stato uno dei settori più colpiti dell’economia del Paese.
Il calo degli arrivi turistici in Turchia è stato rilevante e ha interessato notevolmente l’economia. Secondo l’Istituto Nazionale di Statistica turco, nel 2014 il numero di arrivi internazionali ha toccato i 38 milioni di unità; il numero è rapidamente crollato fino a 25 milioni nel 2016, come conseguenza delle minacce derivanti dal terrorismo internazionale.

Murat Özgüç, Managing Partner di Mocha Tours, tour operator con sede a Istanbul, ha sottolineato questo aspetto a Twissen: “la recente crisi al confine con la Siria, gli attacchi da parte dell’Isis ed il terrorismo sia ad Istanbul che nelle altre maggiori città turche hanno lasciato profonde cicatrici nel settore turistico, e nel territorio in generale. In merito a questo, posso affermare con certezza che tra il 2015 ed il 2017 siamo stati testimoni del periodo più difficile per il turismo del Paese. La perdita di turisti provenienti dal Nord America ed il calo dei turisti europei hanno messo i player del nostro settore in ginocchio. Anche l’abbattimento del jet russo in territorio turco-siriano ha quasi portato al collasso del mercato russo, che è il mercato d’origine principale per la Turchia, in particolare per l’area mediterranea del Paese, ossia Adalia”.

In ogni caso, come evidenziato dall’ultimo Quarterly Report pubblicato dalla European Travel Commission, nel 2017 il numero di arrivi turistici è aumentato del 27,7% rispetto all’anno precedente, andando parzialmente a tamponare le perdite degli ultimi anni e rappresentando la crescita più importante tra tutti i Paesi europei.
La ETC riporta che il principale mercato d’origine è stato la Russia (quasi 5 milioni di turisti nel 2017), mentre altri mercati consolidati come il Regno Unito e la Germania sembrano essere ancora in attesa di un periodo di maggiore stabilità politica e pubblica sicurezza. Infatti, secondo lo UK Foreign Travel Advice, la sicurezza per chi viaggia in Turchia è ancora incerta, e assegna al Paese un alto rischio derivante dal terrorismo internazionale e della prossimità con la Siria.

Hurriyet Daily News, giornale online turco, riporta che secondo il Ministro della Cultura il settore turistico del Paese sta dimostrando di essere resiliente, e che questi risultati sono stati conseguiti anche grazie al miglioramento dei rapporti istituzionali tra Russia e Turchia. I due Paesi infatti hanno unito le proprie forze in una campagna contro il terrorismo in Siria e, inoltre, hanno adottato ulteriori provvedimenti contro la FETÖ, la Fetullahist Terror Organization. Il Ministro riporta anche che la Turchia ha dato avvio ad una nuova strategia turistica, che consiste nell’apertura verso nuovi mercati, come Cina, India, Giappone, Corea del Sud, Indonesia e Malesia. Allo stesso tempo, il Governo vuole diversificare i prodotti turistici, dal turismo sanitario a quello religioso, dal turismo invernale a quello congressuale. Özgüç riporta che vi è una crescente attenzione verso le varietà gastronomiche del Paese e che ogni regione sta lavorando per promuovere le proprie offerte, assieme agli enti del turismo, le amministrazioni locali e le associazioni gastronomiche.

Previsioni ottimistiche per la prossima stagione turistica turca vengono riportate anche da Travel Daily News. Secondo un report pubblicato da On the Beach (specialista nelle prenotazioni delle vacanze al mare), infatti, le figure relative alle prenotazioni rivelano che la Turchia è la terza destinazione preferita tra i turisti britannici per la prossima estate, assieme a Spagna, Grecia, Portogallo e Malta.

Con l’inizio del 2018, il futuro appare luminoso” – riporta Özgüç – “i turisti russi stanno riscoprendo la Turchia, abbiamo appena appreso la notizia che diverse compagnie crocieristiche stanno inserendo nuovamente la Turchia tra i propri itinerari di viaggio, e Istanbul è più viva e più affollata che mai. Gli hotel di Istanbul, sull’Egeo e sul Mediterraneo sono già quasi al completo da maggio in poi”.

Noi di Twissen abbiamo osservato che la Turchia, nonostante le numerose sfide politiche e le preoccupazioni relative alla sicurezza, ha dimostrato di essere una destinazione resiliente. Dal momento in cui la diversificazione dell’offerta turistica è una delle chiavi di ripresa dell’industria, vi è spazio per progettare nuovi prodotti in segmenti quali il turismo sanitario e wellness, il turismo invernale e nel trend del bleisure.