Bosnia ed Erzegovina, nuovi prodotti ed investimenti per migliorare l’industria turistica

Dopo anni di sfide e instabilità politiche, il settore turistico de la Bosnia ed Erzegovina ha iniziato la sua ripresa, anche grazie ad un sistema promozionale turistico sempre più attivo e all’impegno del Paese di promuoversi come una nazione accogliente. Nel 2013 infatti, il World Economic Forum (WEF) ha posizionato il Paese all’8° posizione delle destinazioni più friendly verso i turisti al mondo. Inoltre, Lonely Planet ha nominato la capitale Sarajevo la 43esima migliore città al mondo e, precedentemente, come una delle 10 città da vedere nel 2010.

Il WEF, nel suo “Travel & Tourism Competitiveness Report 2017”, posiziona la Bosnia ed Erzegovina al 113° posto su 136 Paesi analizzati per la propria competitività turistica. Secondo il report, i punti forti del Paese come destinazione turistica sono l’apertura verso l’internazionalizzazione, in particolare per il numero di visti richiesti (68°), il numero di aeroporti presenti che migliorano l’accessibilità al Paese (33°), la densità della rete ferroviaria (39°) e le infrastrutture per i servizi turistici (78°).
Risultano invece migliorabili la competitività dei prezzi (110°) con le tasse sulla bigliettazione e gli oneri aeroportuali (114°), l’attenzione verso la sostenibilità ambientale (94°) e la sostenibilità dello sviluppo dell’industria turistica (120°).

Secondo il “Travel & Tourism Economic Impact 2018” del World Travel & Tourism Council, lo scorso anno l’industria del Travel & Tourism ha generato un contributo diretto di circa 409 milioni di euro (BAM 799.7mln), rappresentando il 2,6% del PIL complessivo. Inoltre, il contributo totale (che comprende quello indiretto ed indotto) è stato di circa 1.5 miliardi di euro (BAM 2.94mld), ossia il 9,3% del PIL.
Come riporta il WEF, lo scorso anno la Bosnia ed Erzegovina ha accolto più di 700mila turisti internazionali. I mercati d’origine principali sono stati Croazia (11%), Serbia (8,9%), Turchia (10,7%), Slovenia (6,5%) ed Italia (5,4%).
Si prevede che quest’anno il numero degli arrivi internazionali aumenterà a 950mila, che rappresenterebbe un anno record per questo settore. Secondo l’Organizzazione Mondiale del Turismo, la Bosnia ed Erzegovina registrerà il 3° tasso di crescita turistico maggiore a livello globale nel periodo 1995-2020.

Attualmente il Governo sta adottando la “Strategia per lo Sviluppo Turistico nella Federazione della Bosnia ed Erzegovina 2008 – 2018”, che include alcuni obiettivi strategici da raggiungere per migliorare l’industria turistica:  ambiente politico stabile e una maggiore sicurezza, trend economici favorevoli, condizioni ambientali soddisfacenti, sviluppo tecnologico adeguato e condizioni sanitarie favorevoli.

Nel 2013, allo scopo di attrarre maggiori investimenti internazionali, il Governo attraverso l’Agenzia di Promozione per Investimenti Esteri ha rilasciato il report “ Opportunità d’Investimento in Bosnia ed Erzegovina”. Il report promuove il Paese come una “destinazione nuova ed inesplorata” e sottolinea i segmenti più promettenti per gli investimenti, come il turismo sciistico e montano, il turismo verde, il turismo wellness, il turismo culturale e religioso, d’avventura e l’opzione sea&sun.
Come riportato da Anadolu Agency, giornale online turco, il prossimo 25 e 26 aprile si terrà nella capitale il Sarajevo Business Forum, organizzato dalla Bosna Bank International. Il forum si incentrerà sull’espandere la cooperazione economica regionale e sull’attrarre investimenti internazionali verso l’Europa meridionale-orientale, ed il turismo viene considerato un settore prioritario. Nel frattempo, il consorziato turco chiamato Heritage Turk, con sede sia ad Hong Kong/Pechino che ad Ankara/Istanbul, sta programmando un investimento di quasi 4.2 miliardi di euro che verranno impiegati nella costruzione di un complesso turistico a Koricani, sul versante del monte Vlasic.

Noi di Twissen abbiamo osservato che alcuni settori dell’economia della Bosnia ed Erzegovina sono ancora in fase di assestamento dopo gli importanti conflitti passati. Nonostante ciò, il turismo viene considerato come chiave fondamentale per attrarre investimenti esteri, e vi è spazio per lo sviluppo di diversi prodotti turistici in vari segmenti, sfruttando i punti forti della destinazione come l’accogliente ambiente di business.